La Bussola del Risparmio

rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista

Come cambia il mondo: dalla crisi ai nostri giorni

Le crisi finanziarie, seguite da quelle economiche, hanno una funzione fondamentale nella storia delle società moderne e contemporanee.

Gli shock spingono inevitabilmente a mettere in discussione il sistema e a cambiarlo in modo da adeguarsi alle nuove condizioni che assume la società.

Nonostante siano viste in modo avverso vi sono innumerevoli benefici derivati dall’ultima crisi finanziaria, pensiamo ad esempio all’attenzione ai consumi, all’inquinamento e a un regime di sviluppo consapevole maturato in questi anni e che la nuova amministrazione Trump sta cercano di soffocare.

A parte tutto questo il mondo da allora è cambiato, le maggiori imprese in termini di capitalizzazione nel 2007 erano multinazionali del petrolio insieme all’azienda Cinese di telecomunicazioni e alla maggior Banca Cinese.

Ai giorni nostri le società più quotate sono Apple, Google tramite la holding Alphabet, Microsoft, Facebook e Amazon; lo sviluppo ha premiato chiaramente la digitalizzazione anche se solo da poco tempo l’indice americano delle azioni tecnologiche ha superato i livelli ipertrofici del 2000 derivati da una ben conosciuta bolla speculativa.

Quello che impressiona maggiormente però è la differenza in termini di lavoro impiegato delle maggiori cinque aziende mondiali nel 2007 rispetto alle sopracitate dei giorni nostri.

Rispetto al 2007 infatti la forza lavoro complessiva è calata di quarantaquattro punti percentuali, quasi la metà, nonostante una ben maggiore capitalizzazione delle aziende in esame.

Il segnale è chiaro e purtroppo ci dice anche che parte del capitale si sta trasferendo dalla forza lavoro verso il mondo finanziario, il tutto dettato dall’avanzamento delle produzioni tecnologiche rispetto a quelle fisiche.

Questo è quello che è successo in dieci anni, un tempo brevissimo storicamente parlando; ne deriva anche una riflessione per molti cittadini di tutti i paesi mondiali, compresa l’Italia.

Chi vuole sviluppare un’impresa, chi cerca lavoro, chi vuole crescere in altri mercati necessita di sempre maggiori competenze informatiche e di innovare costantemente le proprie capacità.

Sui mercati finanziari l’impatto è stato notevole ma c’è chi pensa che siamo solo all’inizio di un percorso secolare o addirittura millenario dove il mondo industriale tradizionale verrà via via sostituito da robotica e tecnologia.

La truffa dei diamanti, ennesimo caso di "pesca finanziaria"

Vi sarà capitato forse di essere contattati da società che propongono investimenti alternativi in diamanti; a noi consulenti capita spesso ma annusando ormai le proposte indecenti al primo contatto ci rifiutiamo gentilmente di ascoltare.

Purtroppo però c’è chi non l’ha fatto, anche perché queste società sono riuscite a canalizzare le loro vendite attraverso sportelli bancari, sappiamo che la fiducia degli Italiani verso le stesse è enorme e fidandosi hanno comprato diamanti per un valore eccessivo rispetto a quello di mercato, come?

Le società in questione hanno nel tempo creato un mercato parallelo di valorizzazione dei diamanti che si è discostato da quello reale, già abbastanza oscuro e non quotato, arrivando a gonfiare i prezzi dei diamanti solo per poterci guadagnare sulla compravendita a discapito dei consumatori.

I risparmiatori credevano di comprare diamanti al prezzo di listino e assicurarsi un bene rifugio con un solido valore crescente nel tempo mentre invece acquistavano diamanti al doppio del loro valore reale.

L’antitrust ha indagato sulla questione accertando il misfatto e sanzionando sia le società che le banche che hanno permesso la vendita attraverso i loro canali senza accertarsi prima che gli stessi fossero legali o perlomeno che le società operassero nella totale trasparenza.

Questo episodio ci riporta alle bolle finanziarie del passato, come la prima storica riconosciuta dove i bulbi dei tulipani olandesi venivano venduti al prezzo di un carro che all’epoca rappresentava in pratica una Rolls-Royces.

La sopravvalutazione di un bene può già verificarsi all’interno di un mercato quotato, immaginate se ci muoviamo in un comparto che non prevede uno strumento trasparente di rendicontazione dei prezzi di scambio; il risparmiatore è in balia di prezzi arbitrari e possibili contraccolpi economici di grosso impatto.

I consigli per evitare di incappare in tali situazioni sono prima di tutto quello di non fidarsi di nessuno, neanche del consulente o degli istituti bancari ma cercare di ragionare sempre e comunque con l’aiuto della propria testa.

Un altro metodo efficace è ricercare sempre un secondo parere che può essere quello di un consulente serio come di un’associazione di consumatori o qualche notizia certificata on-line.

Infine considerare il più classico dei detti finanziari: “in finanza non esistono pasti gratis” sta a significare che raramente ci sono “occasioni” ma tutto ha un prezzo.