I prezzi dell'energia ritornano nell'alveo del normale

La speculazione sul tema energetico è un campo molto interessante e molto volatile negli ultimi anni.

A partire dalla materia prima energetica per eccellenza, l’oro nero, utilizzato come luce segnaletica di possibili inversioni di tendenza sui mercati soprattutto con riguardo alla gestione delle sue scorte.

L’anno scorso proprio queste scorte di petrolio ci avevano fatto ricredere su tutti i parametri economici fino ad allora utilizzati, il prezzo dei barili era andato in negativo così che si veniva pagati per stoccare scorte di greggio.

Poco più di un anno dopo la situazione si è ribaltata, la ripartenza dei consumi ha portato con se un aumento della domanda del greggio e almeno questo concetto economico è rimasto saldo ovvero a un aumento della domanda a parità o quasi di offerta i prezzi si alzano notevolmente.

Sul prezzo del petrolio le grandi case d’investimento non ci hanno mai beccato, soprattutto Goldman Sachs si è resa celebre per previsioni finite male e sembra proprio che il mondo voglia a tutti fare il contrario delle previsioni degli esperti.

Ultimamente altre grandi e importanti risorse energetiche stanno monopolizzando la speculazione sui prezzi, ad esempio il Gas Naturale ha avuto un andamento particolare nell’ultimo periodo con una forte crescita legata alla fagocitante ingerenza Cinese e un brusco riallineamento dopo gli storni generalizzati del comparto energetico.

Tutto ciò va visto in prospettiva, i cambiamenti climatici porteranno si a un clima più caldo ma anche a particolari condizioni metereologiche “estreme” che faranno sobbalzare ancor più i prezzi dell’energia; insieme a tutto ciò la transizione energetica avrà comunque una richiesta da soddisfare per produrre l’elettricità necessaria a ricaricare, ad esempio, le automobili che si prevedono di vendere in tutto il globo.

Su questo tema non possiamo fare un accenno alla spaventosa ascesa dei prezzi delle azioni delle aziende che si occupano di produrre energia pulita, soprattutto nella prima parte dell’anno questi rialzi hanno trainato tutto il comparto e sovra performato il mercato notevolmente.

Una cosa è certa, tutto ciò che rientra nel comparto energetico subisce il gioco delle contrattazioni internazionali, dei cartelli del petrolio passando per quelli dei produttori carboniferi o delle automobili, sarà sempre un terreno ad alto rischio e ad alta volatilità.

(15.12.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)