Possibile una ripresa inflazionistica?

Diamo seguito alle osservazioni fatte in conclusione del precedente articolo prendendo spunto da annunci fatti in merito al possibile scoppio di una bolla inflazionistica da parte di diversi gestori obbligazionari.

Abbiamo notato la pronta ripresa dei mercati finanziari “dopati” da bassi tassi d’interesse paventati sul lungo periodo e dalla liquidità messa a disposizione sia in America che in Europa per le attività economiche e i consumi danneggiati dall’emergenza sanitaria.

Quello che però ha contribuito a spingere i mercati finanziari nel 2020 potrebbe creare qualche problema in futuro; a differenza di altri periodi di crisi infatti le misure sono state tempestive e di intensità eccezionale tanto da destare qualche sospetto sulla reale copertura di tutti questi soldi messi a disposizione in un mondo già indebitato fino al collo con se stesso.

Partendo da questo presupposto ancora una volta ritorna in auge la consueta stima di una possibile ripresa dell’inflazione nel medio periodo dovuta a un crollo del valore della moneta e a una crescita non più tenuta a bada dalle banche centrali.

La banca centrale americana ha infatti recentemente annunciato che non si ancorerà più al vincolo della crescita massima dell’inflazione nel limite del due percento allontanandosi di fatto anche dalle norme su qui si basa la politica economica e monetaria Europea.

Una corsa senza freni insomma per cercare di spingere il più possibile sull’acceleratore e tornare a crescere con tutte le conseguenze che questa crescita forzata porta con se, inquinamento, disuguaglianza, malessere generale legato all’accelerazione forzata dei ritmi di vita.

A parte le pesanti conseguenze di cui sopra i nostri risparmi potrebbero svalutarsi se veramente tornasse l’inflazione, a questo punto oro e titoli obbligazionari legati all’inflazione, inflation linked, potrebbero rappresentare la nostra ancora di salvezza.

Teniamo però in considerazione che il metallo giallo si è già apprezzato molto negli ultimi tempi e conserva un rischio simile a quello dei mercati azionari mentre sul comparto obbligazionario è importante scegliere bene a chi affidare i propri risparmi.

(04.09.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)