Ancora sui massimi storici, euforia a Wall Street

I mercati e gli investitori hanno la memoria corta e, problema ancora più grave, quando sentono profumo di rendimenti non subiscono più notizie o eventi negativi perché sull’onda dell’entusiasmo comprano a mani basse qualsiasi cosa si muova.

Un esempio pratico lo stiamo vivendo a inizio 2020, come ad inizio 2018 del resto, i livelli di ottimismo sui mercati sono all’apice delle loro possibilità e anche gli acquisti di opzioni che consentono agli operatori di guadagnare in caso di forti rialzi dei mercati sono sui massimi.

In tutta questa euforia neanche i venti di guerra tra Stati Uniti e Iran sono riusciti a scalfire la corsa dei mercati che dopo un piccolo scivolone si sono subito ripresi sull’onda dell’entusiasmo di possibili traguardi sugli accordi commerciali tra gli Americani e i Cinesi.

Fino a quando durerà tutto questo? Quando ci sarà il normale e fisiologico rintracciamento? Gli operatori dicono che prima di tirare i remi in barca bisogna vedere dei segnali di ribasso provenire dai prezzi dei titoli azionari; non si possono fare supposizioni su quando ci sarà una tirata di fiato dei mercati senza ascoltare i prezzi.

Tradotto significa che finché i prezzi salgono e la volatilità rimane bassa non si intravedono ombre sul percorso dei mercati finanziari.

Non è sempre così però, in molti casi i cambiamenti di rotta dei prezzi sono repentini e nel giro di pochi giorni lo scenario può voltare completamente faccia, troppi pochi giorni affinché un risparmiatore se ne accorga e riesca a reagire preso dalla frenetica vita di tutti i giorni.

Come affrontare quindi questo periodo, con calma e senza farsi prendere da eccessive euforie che possono portarci a sbilanciare il portafoglio in favore di strumenti molto più rischiosi di quelli che potremmo sopportare in caso di ribasso dei mercati.

Farsi prendere dall’invidia per il rendimento facile o dall’ansia di perdere il treno può costarci caro perché in questo momento rischieremmo di entrare sul treno quando è già a fine corsa, seppur un fine corsa intermedio magari.

L’importante è conservare la propria strategia, lasciar correre le posizioni che beneficiano di questa ondata di apprezzamenti ma proteggersi con posizioni meno rischiose e che hanno prospettivi di più lungo periodo senza farci convincere a cambiare impostazione dai sentimenti dei mercati.

(20.01.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)