Black Rock annuncia i tagli ai combustibili fossili

Abbiamo già parlato più volte dell’effetto economico della dittatura delle minoranze, quando prende forza una consapevolezza molto forte tra un gruppo ristretto della popolazione spesso (se supera il 3,5% del totale dei cittadini soprattutto) la minoranza riesce a piegare il mercato al suo volere.

Da qualche giorno l’amministratore delegato di una delle più grandi case d’investimento, Black Rock, ha annunciato che eliminerà tutto il suo pacchetto azionario che investe nelle industrie di estrazione del carbone, le più inquinanti al mondo.

E’ stato un vero e proprio terremoto e soprattutto una passo avanti non reclamizzato ma importantissimo per la sopravvivenza del genere umano; questa casa d’investimento si stima che “sposti” da sola circa il dieci percento della finanza mondiale.

La sua decisione di adottare una politica green anche negli investimenti, peraltro appoggiata e richiesta da molti clienti risparmiatori, provocherà sicuramente conseguenze anche su altre case d’investimento che per non perdere mercato e opportunità stanno già decidendo di seguirne la strada.

Anche Goldman Sachs, State Street e Vanguard, quest’ultimo il più grande distributore di fondi ETF a replica passiva, stanno già pensando come adottare politiche simili.

A molti è sembrato un piccolo passo e riguardante solo l’estrazione di carbone che a parte l’Asia è già in crisi in tutto il mondo, a nostro avviso invece si tratta di una breccia dalla quale possono partire iniziative in grado di cambiare rapidamente ed effettivamente il mondo cercando di arrivare a ridurre considerevolmente le emissioni.

Un grosso passo potrebbe venire da quelle aziende che emettono gli indici ai quali fanno riferimento gli Etf quando si tratta di investire il denaro dei risparmiatori, eliminando da questi indici le imprese che non rispettano gli standard climatici adeguati, automaticamente si otterrebbe il risultato previsto.

Non bisogna pensare che tagliando i fondi a queste industrie energetiche si taglino le emissioni ma anche i lavoratori; la riconversione dovrà necessariamente essere la base del nostro sviluppo futuro e le aziende che producono energia pulita potrebbero risultarne favorite.

(10.02.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)