Cosa fare durante il panico dei mercati

Il movente c’è ma è la debolezza dell’economia che ha fatto sprofondare i mercati perché l’inversione della curva dei tassi americana aveva previsto già una situazione difficile a venire, coronavirus a parte.

Che fare quindi quando i mercati perdono il dieci percento? Niente, se non siamo operatori professionisti questi sono i momenti peggiori nei quali operare perché faremmo scelte probabilmente senza senso.

Se si è impostata una strategia va mantenuta e semmai ritoccata quando le acque sono più calme, non continuiamo a guardare i mercati nervosamente perché fa male solo al nostro stomaco.

I mercati ribassisti ci sono stati e ci saranno sempre ma ricordatevi che la fine del mondo viene una vota sola e per ogni azioni venduta c’è qualcuno dall’altra parte che compra e probabilmente accumula posizioni a sconto in vista della futura ripresa.

Le crisi finanziarie o le correzioni di ampio margine sono sempre state attuali sui mercati e sempre sono state opportunità per chi aveva liquidità e sangue freddo per risparmiare qualcosa in questi periodi oppure per non vendere al ribasso le proprie posizioni.

Dopo la crisi del 2008 Warren Buffett si faceva gioco di chi aveva ottenuto grandi perdite solo perché era stato in grado di mantenere le posizioni senza farsi prendere dal panico.

Altro discorso sono le valutazioni economiche, lì potremmo soffrire qualcosa ma ricordatevi che per ogni attività che perde ve ne sono molte che guadagnano e passato il momento difficile ci sarà un rimbalzo anche sulle richieste che sono state latenti in questo periodo e si scateneranno appena possibile.

Se i nostri governanti riusciranno a mantenere la rotta e ad aiutare imprese e cittadini non sarà difficile ripartire con maggior spinta di prima, dal punto di vista finanziario accumulare durante i periodi di ribasso è sempre stata una buona tecnica soprattutto se fatta con una protezione del capitale.

Persino aumentare la propria contribuzione ai fondi pensione complementari in questo momento può rivelarsi un buon affare se parte della posizione a lungo termine è detenuta in strumenti azionari, bisogna guardare il lato positivo insomma, sempre.

(09.03.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)