E' possibile stampare soldi all'infinito?

Quando eravamo bambini ottenevamo la vittoria schiacciante affermando qualcosa “all’infinito più di te”, su qualsivoglia aspetto della nostra infanzia.

Sembra che le banche centrali stiano giocando allo stesso modo nel mettere in campo fondi per contrastare la crisi economica che deriverà dal blocco totale (mondiale) imposto dai governi a causa del Coronavirus.

Stampare all’infinito moneta ed aumentare quindi esponenzialmente il debito pubblico può essere una soluzione valida nel breve periodo ma deleteria nel lungo termine.

Come nelle imprese che puntano a superare un momento di crisi economica accedendo al debito e cercando di rimborsarlo negli anni a venire anche gli stati o le unioni di più stati se pensano di risolvere il problema aumentando i debiti senza riprogrammare l’attività economica stanno andando dritti verso il fallimento.

Perché nella nostra concezione se un’impresa o una famiglia chiede un finanziamento le chiediamo piani economici e garanzie che possa in futuro creare abbastanza ritorno economico da coprire i debiti assunti.

Per quale motivo quindi Stati e Unioni possono continuare ad ampliare a dismisura il loro debito non avendo la minima idea, al momento, di come programmare o riprogrammare il futuro economico del sistema capitalista?

Non si capisce come dal primo “bazooka” di Bernanke, ex presidente della Federal Reserve Americana, la soluzione a tutti i problemi dell’economia occidentale sia stampare moneta e creare debito, i mercati finanziari così salgono e siamo tutti contenti.

Nel mondo economico finanziario però non esistono pasti gratis e superata l’onda della pandemia potremmo trovarci con un problema più grande di quello che abbiamo contribuito a risolvere, se dovesse scoppiare la bolla di un debito pubblico troppo gonfiato in Europa e negli Stati Uniti non ci sarebbero prestatori di ultima istanza che possano salvare la situazione.

Non si può fare affidamento solo sul debito, bisogna convivere e programmare la ripartenza economica modificando le nostre abitudini di vita e lavorativa ma proseguendo nelle attività economiche per evitare scenari peggiori.

(15.04.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)