Gli americani comprano casa e il mercato impazzisce

Ci sono alcuni indicatori che da tempi immemori vengono scandagliati periodicamente per cercare di prevenire futuri movimenti dei mercati finanziari.

Si cerca ad esempio di stimare gli ordinativi delle industrie in acquisto per conoscere quanto prevedono di vendere dopo qualche mese e quindi se le stime fatte dagli imprenditori sono ottimistiche o pessimistiche.

Possiamo anche sapere quanto carburante è richiesto per garantire approvvigionamento a navi e aerei che si occupano di trasporti commerciali e di materie prime importanti per i processi produttivi mondiali, il Baltic Dry Index identifica di fatto le maggiori o minori richieste di scambi commerciali attraverso l’oscillazione del suo prezzo.

Un altro importante settore che ha da sempre interessato gli analisti finanziari è quello delle abitazioni, in America è molto importante tracciare la richiesta di nuove case e del mercato immobiliare americano perché si pensa dia il segnale di vitalità o meno dell’economia reale.

Bene, ultimamente questo mercato è letteralmente impazzito, prezzi e richieste alle stelle in una salita vertiginosa che non vedevamo dall’ultima grande crisi finanziaria dove proprio problematiche legate a questo particolare mercato e dei suoi debiti a portato al collasso di tutto il sistema finanziario americano e globale nel giro di pochi mesi.

Questa volta probabilmente sarà diverso, il centro della questione non riguarda quel mercato in particolare ma esso stesso vede solo un riflesso dell’andamento globale che probabilmente sta girando in termini favorevoli grazie agli annunci sui nuovi vaccini a disposizione per combattere la pandemia.

Altri segnali provengono dalla spinta, seppur iniziale, delle aziende di trasporti aerei che vedono la luce in fondo a un tunnel che ha comportato un ridimensionamento strutturale in molte di loro.

Se davvero sarà tempo di ripartire i segnali sono incoraggianti, quando poi vediamo banche e istituti finanziari che emettono strumenti per scommettere sulla ripresa probabilmente ci siamo già dentro in qualche modo anche se per gli investimenti in essa siamo forse un po’ in ritardo.

(30.11.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)