Gli stimoli USA faranno ripartire il treno della crescita?

Siamo in un momento di euforia notevole, tutti gli indicatori lo dicono e le valutazioni appaiono molto alte nonostante dovranno essere necessariamente ridimensionate dall’aumento futuro degli utili aziendali.

Negli Stati Uniti gli ordinativi alle aziende e le prenotazioni di beni di consumi quali ad esempio le automobili sono ripartiti alla grande; sarà il primo grande paese che uscirà dalla crisi del Covid grazie al controllo sulle dosi di vaccini disponibili.

Gli Usa hanno però messo in campo anche un grande piano di stimoli per certi versi unico o quasi nella storia del Paese.

Se l’amministrazione repubblicana di Trump ha alzato il livello del debito pubblico statunitense per permettere alle grandi aziende di pagare meno tasse, lo scopo del futuro certo aumento del debito americano da parte dei democratici sarà rivolto all’economia reale.

Gli stimoli dovrebbero agire su due fronti: da un lato andare a recuperare anni di noncuranza infrastrutturale aumentando le risorse per ponti, autostrade, acqua, elettricità pulita.

In un secondo momento si attendono poi gli stimoli riservati alla popolazione civile in difficoltà dopo una pandemia che ha segnato molti nel continente americano: istruzione, sanità e aiuti alle famiglie più povere porteranno a un deciso aumento di consumi.

Consumi e investimenti per rilanciare il prodotto interno lordo del paese, per sostenere queste manovre eccezionali il neo eletto presidente Biden dovrà far quadrare i conti mettendo d’accordo Repubblicani e Democratici su un aumento delle imposizioni fiscali su chi ne ha la disponibilità.

Si parla infatti di un cambio di prospettiva per gli Stati Uniti e i redditi superiori ai 400.000 dollari l’anno, compresi quelli aziendali detassati nell’era Trump, potrebbero servire per una grande opera di ridistribuzione a beneficio di tutti.

Servirà tempo e impegno per un programma del genere ma potrebbe essere apprezzato nel lungo periodo ed essere un nuovo motivo trainante per la crescita dei mercati che al momento sembrano in un momento di iper-comprato che potrebbe però essere temporaneo.

Le elezioni di metà mandato del 2022 segneranno uno spartiacque importante sulla capacità dell’attuale governo americano di riuscire nello scopo.

(12.04.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)