Il caro energia riguarda tutti, mercati compresi

L’Italia è giustamente spaventata dalle previsioni di rialzo delle bollette elettriche che toccheranno le tasche di tutti i concittadini; il governo è alle prese con riforme importanti, si spera durature, che potranno dare all’Italia un assetto più competitivo a livello internazionale ma al momento bisogna pensare anche a questo impiccio immediato.

Probabilmente un palliativo verrà varato dall’attuale esecutivo e riusciremo ad evitare il grande rincaro sul prezzo dell’energia elettrica anche se da inizio anno tutto il comparto delle utenze ha subito pressioni di costo che si sono riversate sulle famiglie Italiane.

L’inflazione che continua a spingere sui nostri risparmi è infatti alimentata anche e soprattutto dal rincaro delle utenze, dei carburanti e delle materie prime sempre più introvabili.

Tutto questo non è riuscito però a comprimere la voglia di ripartire e di spendere degli Italiani che anzi hanno dimostrato una buona capacità di spesa vista anche dalle presenze e dagli acquisti di beni di medio-lusso quali i Camper o i Caravan e il comparto della Nautica.

Per i mercati finanziari monitorare l’inflazione cosiddetta “importata” derivante dalle fonti energetiche è importante perché definisce i costi di produzione delle aziende quotate e per alcuni settori unitamente alle materie prime può fare il bello e il cattivo tempo.

A livello geopolitico non ci sono grandi difficoltà al momento ma le elezioni in Germania e le comunali in Italia potrebbero portare un po’ di instabilità.

Stranamente infatti il governo Draghi è stato lasciato libero di fare quelle riforme che ogni partito non vuole fare per paura di perdere consenso seppur su temi importanti, impopolari ma improrogabili.

Se l’attuale esecutivo riuscirà a completare il ciclo di riforme e a spingere una transizione economica e climatica del Bel Paese potremmo uscire finalmente da vent’anni di stagnazione provocata non dalla moneta unica ma da una classe dirigente che ha disatteso ai suoi doveri.

La calma piatta con la quale i mercati stanno affrontando queste prospettive deriva dal fatto che “puntano” sull’uomo forte Mario Draghi e che contano sull’affidabilità che lo stesso ha in Europa e nel Mondo per recuperare quegli investimenti esteri e contributi dell’Unione Europea che mancano all’Italia da troppo tempo.

(29.09.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)