Il comparto tecnologico ha tirato la volata al 2019

Guardando gli ottimi risultati del 2019 dobbiamo soffermarci sul comparto tecnologico, soprattutto e chiaramente su quello Statunitense che anche globalmente rappresenta la fetta maggiore di imprese impiegate in questo settore.

Consideriamo che il comparto tecnologico ha rappresentato nel 2019 circa il trenta percento dei guadagni di Wall Street e solo Apple e Microsoft congiunte detengono il quindici percento di tutti i guadagni del principale indice azionario americano dell’anno scorso.

Per avere un raffronto di potenze la capitalizzazione di Apple, ovvero la sua grandezza economica è pari a quella di tutte le imprese del settore energetico Americano messe insieme, numeri veramente impressionanti.

Questi movimenti hanno aumentato molto il rapporto tra prezzo delle azioni e utili di queste imprese, nonostante siano tipologie di aziende che presuppongono molti possibili utili futuri non dobbiamo dimenticarci che sono anche molto fragili perché si basano su impiego di capitale limitato.

Quello che dobbiamo tenere a mente quando ci approcciamo a un investimento in termini azionari magari utilizzando un etf che investe ad esempio sul mercato Americano è che se non ci poniamo questioni probabilmente saremo sbilanciati su un investimento nei comparti con le aziende più capitalizzate.

In pratica visto che le aziende tecnologiche rappresentano la maggior parte del mercato americano comprando un etf del mercato compreremo maggiormente quote di queste aziende esponendoci maggiormente al rischio del loro andamento positivo o negativo.

Un modo per bilanciare tutto ciò potrebbe essere quello di acquistare prodotti detti “equal weight” ovvero etf o fondi che non investono in base alla grandezza delle imprese contenute nell’indice azionario ma ripartiscono le quote in misura uguale tra tutte le imprese del mercato suddividendo così l’esposizione per il numero di aziende dei vari settori anziché per il loro “peso” economico.

E’ un ulteriore forma di diversificazione che può aiutarci ad evitare esposizioni troppo elevate verso comparti che hanno già performato molto bene in passato e rischiano magari di non ripetersi sempre su quei livelli.

(13.01.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)