Il Covid raffredda i mercati, ma si intravedono spiragli

L’infezione di Donald Trump al Covid19 ha raffreddato i mercati intenti a riprendersi da un piccolo periodo di pausa dopo i rialzi che hanno fatto recuperare quasi in toto i ribassi dovuti allo scoppio della pandemia.

Il presidente appare indebolito e questo rappresenta, negli Stati Uniti, una condizione capace di spostare gli equilibri del voto di Novembre.

Non solo Trump ma tutto il mondo occidentale si appresta all’autunno e all’inverno con apprensione considerando che gran parte dei paesi è coinvolto da una seconda ondata non indifferente di contagi.

Quando però conosciamo i problemi e le difficoltà spesso sui mercati finanziari non abbiamo grandi drammi, sono le sorprese negative che agiscono e infieriscono sulla redditività dei nostri portafogli mentre ormai potremmo essere esposti solo a sorprese positive, come l’avvento di un vaccino approvato dalle autorità.

In ogni caso notiamo dei settori che stanno crescendo, il mondo industriale, il mercato immobiliare e i consumi non di base, comparti che solitamente crescono in periodi di prosperità economico e finanziaria.

Strano a dirsi visto il momento attuale ma è ipotizzabile supporre che derivi da un lato dagli stimoli economici e finanziari messi in campo dalle banche centrali e dall’altro dalla grande liquidità a basso costo a disposizione di tutti, imprese e cittadini.

Sotto questo cappello di “doping” finanziario possiamo continuare a stare sereni? Non lo sappiamo con certezza, gli ultimi quindici anni di stimoli potrebbero provocare in futuro una normalità disastrosa se il mondo non sarà in grado di sopportare il debito che egli stesso ha creato.

Per ora i segnali potrebbero non essere così critici però sempre con un occhio di riguardo alle prospettive inflazionistiche che spaventano gli operatori più attenti; anche la Banca Centrale Europea infatti sta tentennando sul principio cardine sul quale si basa l’economia del vecchio continente ovvero di non superare mai il livello del due percento di aumento dei prezzi al consumo.

Siamo lontani da quei livelli per ora ma attrezzare i nostri risparmi in tempi non sospetti costa meno che porvi rimedio una volta che il treno inflazionistico ha ripreso a correre.

(30.09.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)