Il punto della situazione, tra paure e speranze

Passato il terremoto iniziale il mondo si sta attrezzando, siamo ancora in piena tempesta ma cercheremo di fare il punto, per quel che ci compete, dal punto di vista economico e finanziario.

Sono state settimane difficili per i risparmiatori, gettati in una crisi senza precedenti per la velocità con la quale si è manifestata, neanche le due precedenti grandi crisi del 1929 e del 2008 furono così violente inizialmente.

Le banche centrali hanno reagito all’unisono tagliando i tassi d’interesse ove possibile e garantendo liquidità oltremisura al sistema, in questo modo non c’è ancora stata speculazione eccessiva sui titoli di Stato più deboli e si è riusciti per ora ad arginare i crolli borsistici.

Il mercato americano è arrivato a livelli di supporto interessanti perdendo circa il trenta percento del suo valore, la strada è ancora lunga ma siamo vicini al dimezzamento avvenuto durante la crisi del 2008.

Adesso la palla passa ai governi che devono mettere in campo misure economiche palliative per la situazione di crisi di questi mesi; a differenza della passata crisi o di quella di inizio secolo scorso dobbiamo sempre ricordarci che non è crollato il sistema economico o finanziario ma sta solo subendo una conseguenza esogena, un trauma esterno.

Non sono minate quindi le realtà produttive e l’economia che anzi potrebbe in molti casi ripartire in quinta passata l’emergenza accelerando i consumi di beni per i quali si è deciso di rimandare l’acquisto durante la quarantena o per i settori più colpiti come il turismo e i trasporti.

Tutto dipenderà dalla capacità di far fronte comune a una minaccia che di per se sarebbe lieve ma se esposta a tutta una popolazione potrebbe comportare il collasso del sistema sanitario, unico aspetto negativo da prendere in seria considerazione è l’allargamento del debito complessivo globale ormai arrivato oltre il 320 percento del Pil mondiale.

Nuove opportunità, nuove consapevolezze anche in campo economico scaturiranno da questo periodo di crisi e di battaglie, come in ogni difficoltà tutto il nostro tessuto sociale rischia positivamente di trarne beneficio. 

Nella lotta contro l’inquinamento, nel ricalibrare un’economia troppo frettolosa e nel ritrovare il tempo possiamo permetterci di affrontare con speranza quest’emergenza.

(23.03.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)