Iniziano a pesare i timori inflazionistici

Aggiorniamo un tema di particolare attualità e di cui abbiamo già parlato in passato, l’inflazione.

Per molti anni, da circa il 2000, è stata un miraggio o un vago ricordo a seconda dei punti di vista ma ora ci troviamo a fare i conti con una possibile ripresa dei prezzi al consumo.

Può darsi che questa si manifesti solo in un breve periodo di tempo, quello necessario all’economia per ripartire a pieno ritmo e ritornare al torpore calmo e cauto delle economie sviluppate, senza troppa crescita e senza inflazione.

Fatto sta che la questione sta preoccupando e non poco, i mercati finanziari sembrano essersene accorti e hanno alzato un po’ di baruffa nella scorsa settimana su possibili timori legati ai rialzi dei tassi d’interesse che accompagnerebbero una spinta inflazionistica: significando minori investimenti.

A questo punto diventa pressante per i contribuenti la protezione dall’inflazione del portafoglio di risparmio, ma su cosa bisogna puntare?

Un classico che non va mai fuori moda è il mattone, non tutti gli immobili però sono in grado di conservare adeguatamente il loro valore nel tempo. E’ importante in questo caso saper scegliere immobili di qualità e in posizioni strategiche, turistici, centrali e commerciali che possano garantire un ritorno adeguato nel tempo.

Anche l’oro ha sempre il suo fascino nonostante negli ultimi tempi sia diventato particolarmente finanziarizzato e quindi non adatto a coperture di lungo periodo, soggetto anch’esso alle variazioni e fluttuazioni dei mercati.

Rimangono poi i titoli di stato indicizzati all’inflazione, in Italia possiamo puntare sul Btp Italia o sui Btp Inflation, i primi legati all’inflazione italiana solo per la quota cedolare mentre i secondi sono legati all’inflazione Europea anche per quanto riguarda la quota capitale, la rivalutazione è quindi garantita anche in una situazione di rialzo dei prezzi.

Esistono strumenti similari anche Francesi e Tedeschi ma sono molto più difficili da acquistare sui nostri circuiti bancari, così come i titoli di stato americani legati all’inflazione che difficilmente si trovano disponibili sui nostri mercati online.

Questi ultimi poi sono espressi in dollari per cui anche la valutazione del cambio potrebbe rappresentare un’incognita per il risparmiatore.

(31.05.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)