Investire in fondi nel 2021: le precauzioni

Recentemente mi è capitato di dialogare con un amico che voleva investire qualche risparmio e l’istituto di riferimento proponeva dei fondi di vario genere.

Dopo una breve discussione il soggetto in questione si decide per un piano di accumulo in un fondo bilanciato con più della metà del capitale allocato in azioni, entrando nell’investimento in questione con un piano di accumulo trimestrale.

Dall’istituto finanziario invece arriva l’indicazione di un fondo solo obbligazionario, che fare a questo punto?

Quello che dobbiamo comprendere prima di investire in un fondo d’investimento è il suo funzionamento.

Il fondo è un recipiente dove dei gestori comprano e vendono titoli (azionari, obbligazionari, altri fondi) e creano un portafoglio che dovrebbe restituire un rendimento superiore rispetto a un computer che seleziona semplicemente i titoli presenti nell’indice di mercato di riferimento.

Il fondo ha dei costi, bisogna pagare i gestori, bisogna pagare la banca che tiene in piedi il fondo, bisogna pagare le transazioni.

Il problema attuale dei fondi è riuscire a creare abbastanza rendimento da poter ripagare tutto questo e cercare minimamente di ottenere risultati simili all’indice di riferimento, superiori è una prova da gigante e in pochissimi ci riescono.

A questo punto valutiamo il senso di investire in un fondo obbligazionario nel caso in cui questo fondo abbia commissioni superiori o intorno al punto percentuale annuo, significa che ogni anno dal rendimento di questo fondo dobbiamo considerare di togliere almeno l’un percento per ripagare i gestori e quant’altro.

Se gran parte dei titoli obbligazionari nei quali i gestori suddetti possono investire danno rendimenti negativi e lo stesso rendimento atteso del fondo (a parte ormai qualche fondo obbligazionario emergente) si aggira intorno allo zero come potremo mai ripagarci le commissioni e i costi?

Per questo nell’attuale momento storico i fondi gestiti obbligazionari fanno una gran fatica e forse sono quelli più spinti a livello di marketing e di vendita di sportello perché non riescono a stare in piedi da soli.

Almeno una quota preponderante di azionario può dare la speranza di ottenere rendimenti tali da ripagare i costi e rivalutare minimamente il capitale investito, attenzione quindi quando acquistate un fondo a valutare in prima battuta i costi annui rispetto al rendimento annuo a scadenza dei titoli presenti in portafoglio.

(22.01.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)