La Banca Centrale USA divisa sui tassi d'interesse

Il banchiere centrale è colui che fa sparire gli alcolici proprio quando la festa sta decollando. Con questa caratteristica metafora (se così si può dire) possiamo descrivere il compito delle banche centrali, regolare l’afflusso di moneta nell’economia in modo da spingere o raffreddare la stessa a seconda dei periodi.

Al momento attuale la festa negli Stati Uniti sta decollando e l’inflazione, il tasso alcolico nella nostra analogia, è andato oltre il 5% in alcuni mesi parametrati su base annua.

Il banchiere centrale però non ha ancora tolto le bottiglie di superalcolici e si è messo ai margini della festa a vedere cosa succede, al primo accenno di degenero dovrà intervenire per raffreddare gli animi che però a quel punto rischiano di essere troppo surriscaldati per poter essere stabilizzati.

Secondo la banca centrale Americana l’impennata inflazionistica è e sarà momentanea dovuta principalmente al rimbalzo dopo la pandemia; parte dei governatori locali della banca centrale americana sono d’accordo mentre altri dicono che si sta andando troppo in là e che l’eventuale raffreddamento improvviso e tardivo potrebbe avere conseguenze devastanti sui mercati.

L’ultimo tapering messo in campo dalla FED ha avuto effettivamente un brusco risultato sui mercati, in futuro sicuramente terranno conto del passato prima di riproporre interventi similari e se i mercati capiranno che il rialzo dei tassi d’interesse o la diminuzione degli acquisti dei titoli di stato è dovuto a un miglioramento delle condizioni economiche potrebbero avvallare la decisione.

Non possiamo neanche cedere al volere dei mercati che vorrebbero in ogni caso un rigonfiamento eccessivo dei prezzi dei titoli azionari, una strada sempre in salita e afflussi di denaro senza limiti.

Di base i mercati sono il regno dell’avidità, immaginiamoci un immenso ingordo che non vuole e non riesce a smettere di volere denaro, aumento dei prezzi e crescita fino alla creazione di bolle speculative che rischiano di autodistruggere il mercato stesso, mangiare fino a scoppiare insomma.

Per evitare questo non si possono lasciare liberi i mercati più di tanto ma l’intervento di un regolatore è comunque inevitabile per non far naufragare tutto e allontanare lo spettro delle bolle finanziarie che in ogni caso di creeranno anche con sempre maggiori regolamentazioni.

(17.09.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)