La marcia sul Campidoglio non spaventa i mercati

La settimana scorsa un gruppo di sbandati ha dato l’assalto, probabilmente con il benestare di parte degli assaltati, di una delle istituzioni democratiche più riconosciute al mondo.

Il senato Americano è stato ostaggio di sciamani e personaggi di strane fattezze accomunati dalle ideologie complottistiche di una setta nata negli Stat Uniti e con sempre più adepti chiamati Q.

Una disavventura democratica del genere non si vedeva da tempo nel “tempio” della democrazia liberal, i mercati però non hanno reagito pesantemente a questo strano attacco al potere non curandosi di fatto dell’accaduto.

Questo perché la reale preoccupazione per l’assalto era molto bassa e fin da subito gli operatori hanno capito che somigliava più a una buffonata che a un’azione seria, la domanda però sorge spontanea: se sono riusciti a fare tutto ciò con una goliardata cosa potrebbero fare in futuro se fossero gruppi organizzati per sovvertire la democrazia all’autoritarismo?

Forse è il punto più profondo della crisi, forse è il punto più basso che bisogna toccare prima di risalire la china, prima di disintossicarsi completamente da quattro anni di violenza, bugie e falsità che hanno devastato le istituzioni americane e spaccato i cittadini.

Di questo passo non basterà la solidità Usa a garantire la tenuta del tessuto sociale e, perché no, dell’intera economia. Il nuovo presidente ha un duro e lungo compito ma per fortuna può contare sul pieno appoggio delle camere.

Nel frattempo i mercati ci credono ma per ora lavorano sulle aspettative mentre in Europa il clima durante la pandemia è migliorato, sono stati siglati accordi per lo scambio con molti paesi non Europei e la fiducia nelle istituzioni Europee è cresciuta dopo anni di discesa a causa delle spinte populiste.

Se per anni l’indice Americano delle maggiori azioni quotate ha superato tutti gli indici Europei e dei mercati emergenti (il resto del mondo insomma a parte il Giappone), il 2021 potrebbe essere l’anno buono per la riscossa Europea.

Nel frattempo nonostante i problemi politici e pandemici il Giappone dopo vent’anni di stagnazione economica prima che finanziaria ha definitivamente risollevato la testa e ripreso quel posto di prim’ordine sui mercati azionari che di fatto gli spetta stando alle valutazioni economiche.

Diciamo che l’anno non è partito nel migliore dei modi, ma si può sempre migliorare.

(11.01.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)