La sfida del 2021 per UE, Cina e USA

Il 2021 sarà l’anno dell’impegno contro i cambiamenti climatici, sarà l’anno dove l’umanità intera uscirà dall’incubo della Pandemia e dove i consumi repressi spingeranno l’economia capitalistica a nuovi massimi.

Per far si che tutto ciò si avveri servono azioni concrete ma fattibili, non eccezionali. Serve che la Cina rispetti la parola data in termini di svolta ecologica della propria economia ed anzi migliori le promesse per accelerare il cambiamento.

Serve che l’Unione Europea dia seguito al Green New Deal, l’accordo per garantire una transizione ecologica che comprenda industrie, consumi, abitudini dei cittadini spingendo sull’economia circolare e sul rispetto dell’ambiente del quale noi non siamo proprietari ma semplici custodi per le generazioni future.

Serve che il nuovo presidente degli Stati Uniti abbia la forza per spazzare via la confusione e l’assurdità delle politiche Trumpiane riguardo agli scambi commerciali e all’impegno sul clima.

Servirà che il Covax funzioni, che i vaccini non siano appannaggio solo dei paesi ricchi ma vengano distribuiti in modo equo a tutto il mondo senza discriminazioni di alcun genere.

Si può fare, sarà fatto e sicuramente i consumi spingeranno certamente gli investimenti e la produzione rendendo attuale e duraturo quel rimbalzo economico che abbiamo già visto nell’estate del 2020.

Finito tutto ciò la speranza è che rimanga qualcosa dalla crisi pandemica che abbiamo vissuto, che rimanga per i cittadini, per i risparmiatori ma rimanga anche impresso in un capitalismo che deve cambiare per sopravvivere.

Non è più possibile credere nella crescita eterna, nell’utilizzo senza fine delle risorse del pianeta, nello sfruttamento di molti a beneficio di pochi e il susseguirsi delle crisi degli ultimi vent’anni stanno gridando al mondo che la nostra visione dell’economia e della vita economica deve cambiare.

Ciò che non verrà risolto nel 2021 sarà sicuramente l’enorme pressione del debito pubblico e, in alcuni stati, del debito privato.

Non verrà data risposta alla domanda su chi dovrà ripagare questo debito o su chi continuerà a vita a credere di dover o poter ripagare un debito attraverso imposte, tasse e lavoro.

Anche se quindi i temi economici attuali verranno affrontati crediamo con coraggio e veemenza dalle nuove amministrazioni interstatali o statali rimarranno in sospeso grandi tematiche per il futuro del capitalismo e delle realtà economiche, imprese e cittadini, che ne fanno parte.

(18.12.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)