Le opzioni della finanza davanti al cambiamento climatico

Che opzioni abbiamo noi cittadini del mondo sviluppato di incidere positivamente per aumentare la qualità del clima del pianeta terra? Cosa possiamo fare di concreto quando i nostri politici latitano o mettono davanti gli interessi economici alla salute del mondo intero?

Alcune risposte sono di una praticità incredibile, posto che la comunità scientifica non ha più dubbi su cosa e come stia provocando il disastro ecologico in atto e sul possibile drammatico futuro che ci attende.

Molti consigli non riguardano l’area finanziaria, mangiare meno carne, incentivare l’agricoltura e l’allevamento biologici, ridurre gli sprechi, rendere più efficienti i consumi in casa e in auto, utilizzare meno plastica, consumare meno in generale.

Un altro modo che abbiamo per incidere sul futuro del nostro pianeta passa però dagli investimenti dei nostri risparmi, possiamo decidere infatti di investire attivamente in quelle aziende che dedicano il loro business alle energie rinnovabili o sono le più “green” sul mercato.

Una serie di Etf e di fondi di investimento sono dedicati proprio a queste realtà che ogni giorno sono di più.

Possiamo anche fare un ragionamento inverso, ovvero “boicottare” tutti quegli investimenti che vanno a finire ad imprese che in prima persona estraggono e bruciano materiali fossili come petrolio e soprattutto carbone.

Quando capiremo che togliendo i finanziamenti dei mercati finanziari a queste realtà facciamo il bene per il nostro pianeta sarà forse troppo tardi ma molte case d’investimento stanno seriamente pensando di tagliare i fondi alle industrie di estrazione.

Un modo molto semplice e veloce per far cambiare le politiche attive di contenimento dell’inquinamento di questi giganti che soprattutto in Cina e in India stanno soffocando letteralmente intere città nel nome del progresso energetico quantitativo e non qualitativo.

Nel nostro piccolo dobbiamo far di tutto per cambiare le cose, esiste in economia la “dittatura della minoranza”, un concetto molto bello che parte dalle abitudini di consumo di pochi cittadini virtuosi e coinvolge mano a mano tutta la società perché il tessuto economico ha paura di perdere quella fetta di minoranza e fa adeguare di fatto anche gli altri cittadini alle prassi virtuose della minoranza.

Crederci non fa male e provarci farebbe bene al clima e alla coscienza.

(31.01.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)