Le parole di una crisi e l'avvicinarsi della sua fine

Tutte le crisi finanziarie si innescano da fatti che potenzialmente coinvolgono tutto il mondo. L’attuale situazione non fa differenze anzi richiama il concetto alla perfezione.

Ogni crisi ha poi delle parole che riecheggiano tradotte in tutte le lingue e da queste possiamo intravedere anche la possibilità di rinascita.

La pandemia ne ha coniate alcune che rimarranno nella storia: Lock-down, resilienza sono tra quelle più usate per descrivere lo stato di paura e di chiusura da un lato e lo stato di ottimismo, riapertura, ripartenza dall’altra.

La settimana scorsa è uscito un importante report sul risparmio degli Italiani che evidenzia come nei primi mesi del 2020 gli italiani abbiano incrementato la loro propensione al risparmio e dove nel 60% dei casi risparmiano senza problemi.

Il trend della situazione economica è quindi positivo per le famiglie italiane anche se si vedono possibili polarizzazioni per i più poveri e i più ricchi; ovviamente parte di questo risparmio è frutto di una contrazione dei consumi dovuta al lock-down ma certamente darà il là a maggiori consumi una volta usciti dalla crisi attuale.

Uno dei dati più impressionanti e che ci fa capire come ogni crisi porti con se anche effetti positivi è la pesante crescita della fiducia dei cittadini italiani nell’unione europea.

I risparmi degli Italiani ultimamente finiscono spesso sui conti correnti, nonostante i tassi negativi e una probabile deflazione possano “mangiarli”, la sicurezza data dal conto garantito dal circuito Europeo sino a 100.000 euro per intestatario per istituto bancario premia ancora questo strumento privo sostanzialmente di rischio.

Considerando invece la massa complessiva dei risparmi sappiamo che in Italia i conti correnti equivalgono in pratica a un anno di Pil mentre se aggiungessimo gli strumenti finanziari detenuti dagli Italiani arriveremmo placidamente a superare il debito pubblico statale, probabilmente anche considerando i debiti privati delle famiglie italiane comunque esigui rispetto alla media degli altri paesi.

Siamo quindi in pole position per una ripartenza serena una volta superato l’inverno complice l’enorme massa di risparmio accumulato che dovrebbe proteggerci da attacchi speculativi da un lato e permetterci di azionare consumi e investimenti dall’altro.

(06.11.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)