"Mi hanno tassato il conto deposito"...le imposte "nascoste"

In un periodo di bassi tassi di rendimento, si sa, il primo modo per far fruttare i propri risparmi è evitare che vengano erosi da balzelli, tasse, imposte o altro.

L’Italia in questo non ci aiuta visto che quasi nulla sfugge alle maglie dello stato quando si tratta di redditi, capitale, risparmio più o meno grande.

Per quanto riguarda i risparmi il problema è che la tassazione non è proporzionale e anche se si hanno pochi risparmi si incorre sempre in qualche forma di prelievo forzoso.

Se si ha un conto corrente e si tengono in giacenza somme mediamente maggiori di cinquemila euro si dovrà corrispondere 34,2 euro annui ma se ad esempio decido di vincolare queste somme su un conto deposito vincolato per ottenere un minimo di rendimento la tassazione diventa del 2 per mille delle somme vincolate!

Stiamo attenti perché ad esempio se sul conto vincolato dovessi avere un rendimento dello 0,5% annuo, tolte le imposte sui rendimenti e lo 0,2% di imposta sugli strumenti finanziari otterrei meno della metà del rendimento lordo.

Lo 0,2% di cui parliamo viene applicato su tutti gli strumenti finanziari detenuti durante l’anno e corrisponde di fatto a una patrimoniale, ovvero a un prelievo forzoso sui risparmi degli italiani che invece di essere secco e “straordinario” viene spalmato anno dopo anno ma è di fatto un prelevamento costante sui nostri capitali accumulati.

In dieci anni ci prelevano il 2% sui patrimoni, non è poca cosa se consideriamo che fatica facciamo ad ottenere rendimenti positivi per i nostri sudati risparmi.

L’unico strumento che consente di evitare l’imposta di bollo sugli strumenti finanziari sono le polizze rivalutabili, quelle ramo uno agganciate a gestioni separate con capitale garantito, questi strumenti consentono per ora di evitare l’annosa imposta sui prodotti finanziari.

Dobbiamo dire però che ne rimangono poche in circolazione, complici i bassi rendimenti generali non riescono più a garantire un ritorno adeguato agli investitori e oramai spesso sono mediate con altri strumenti quali fondi d’investimento o etf.

Se parliamo di bassi rendimenti probabili la scelta tra l’essere investito e restare liquidi sui conti correnti può essere decisiva per evitare di dare il due per mille in imposte senza che ve ne sia una ragione valida.

(17.01.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)