Nuovi record per l'azionario americano

La settimana scorsa il principale indice americano, l’S&P500 ha raggiunto nuovi massimi e quindi record storico nel livello dei prezzi ma indagando all’interno dei singoli titoli che compongono l’indice generale troviamo qualche stranezza.

La performance è stata infatti generata per oltre l’ottanta percento dai rialzi di un singolo titolo azionario, ovvero Apple.

E’ comprensibile che insieme alla prospettiva di un miglioramento delle condizioni sanitarie Usa si sviluppi anche un sentimento di ripresa sui mercati finanziari che si aspettano grandi cose dall’economia Americana e dai potenti stimoli messi in campo dalle banche centrali.

Meno comprensibilmente notiamo che pochi titoli azionari in realtà stanno brillando per performance particolarmente positive mentre il mercato si sta concentrando sempre di più nei primi cinque o dieci titoli dell’indice di riferimento.

In aggiunta a tutto ciò per due giorni di seguito la volatilità, ovvero l’indice della paura, è salito contemporaneamente ai mercati azionari ed è un movimento che non si vede molto spesso.

Anche la concentrazione della volatilità è salita, per fare una metafora è come se si stessero addensando delle nubi scure pronte a un temporale, potrà avvenire come passare senza ripercussioni ma l’indice della volatilità sta dicendo che gli operatori dei mercati sono preoccupati per gli sviluppi e la tenuta di questi nuovi massimi storici.

A questo rialzo post emergenza Covid hanno partecipato in relativamente pochi investitori data l’enorme paura che i crolli di febbraio e marzo hanno inculcato nei risparmiatori, ricordiamoci che siamo in un mercato ancora con pochi scambi dove pochi operatori e poche operazioni possono spostare l’andamento dei prezzi.

Alcuni analisti prevedono per il futuro un cambio di rotta nei settori privilegiati dall’attuale rally finanziario, se fino ad ora i comparti della salute e della tecnologia hanno trainato i mercati potrebbero essere i finanziari, gli industriali, i mercati Europei ed Emergenti ad approfittare di possibili ripartenze inflazionistiche.

(31.08.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)