Panico, euforia e mercati finanziari

Non tutti gli indicatori sono sempre applicabili ai mercati finanziari in qualsiasi momento storico preso in esame.

L’attuale condizione dei mercati pressata da un calo drastico ed improvviso e da un blocco totale dell’economia mondiale di quasi un anno sembra essere uno di quei momenti nei quali guardare certi indicatori può trarre in inganno.

Partiamo con ordine, i prezzi delle azioni sembrano eccessivi rispetto al valore delle aziende quotate dato dalle prospettive future degli utili attuali delle stesse aziende.

La domanda sorge spontanea: stiamo prendendo a riferimento gli utili attuali per stimare quelli futuri? Se ci fossero sorprese positive nel rimbalzo dei fatturati e degli utili di queste aziende si abbasserebbe il rapporto con il livello dei loro prezzi?

DI fatto possiamo dire che i mercati stanno andando oltre i modelli statistici e stanno prevedendo un rimbalzo superiore a quanto stimato in base ai dati attuali.

Altri indicatori importanti di possibili bolle finanziarie possono essere raccolti dalle esposizioni finanziarie dei portafogli di investimento dei risparmiatori; al momento questi sono molto orientati ed investiti in titoli azionari sia per approfittare della ripresa sia perché il comparto obbligazionario regala pochi o nulli rendimenti.

A questo si accompagna un indice che esprime il rapporto tra euforia e panico sui mercati che al momento segna un deciso trend improntato all’euforia e solitamente non è un segnale buono per gli investitori.

Anche in questo caso però dobbiamo fare dei distinguo, possiamo affermare che il momento di euforia sia congruo in questo momento rispetto al passato? Uscire da una pandemia mondiale potrebbe portare giustamente a un perdurare euforico giustificato che si riverserebbe anche sull’economia reale.

Non sempre dobbiamo avere paura di questi indicatori che di fatto ci dicono che i mercati sono attualmente iper-comprati, ovvero ci sono tantissimi compratori o detentori di azioni e pochi venditori.

Quando si inverte il trend e si inizia a vendere di solito abbiamo le classiche più o meno profonde correzioni che portano a raffreddare i mercati e, sotto alcune condizioni, ad opportunità d’ingresso favorevoli al risparmiatore.

(16.04.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)