Per l'Italia scende il rischio Paese

Da un lato è preoccupante che si sia dovuti ricorrere al secondo governo tecnico degli ultimi dieci anni per risolvere una disputa interna alla politica.

Da un lato è però rassicurante che per lo meno la politica si sia affidata a qualcuno che ha le competenze tecniche e non solo quelle oratorie per dirimere il futuro del Bel Paese.

Sotto queste condizioni il rischio del paese Italia è in calo, ce lo dicono i Btp e lo Spread che è ormai ai minimi storici e questo si riverbererà anche sulla capacità delle imprese Italiane di attirare capitali, soprattutto se saranno fatte le riforme che il nuovo governo promette.

L’abbassamento del rischio paese influisce su quello che nelle valutazioni delle aziende viene chiamato il premio al rischio per detenere quote di capitale in imprese italiane.

Ogni investitore si aspetta cioè un rendimento atteso che sia congruo rispetto al rischio di investire nelle azioni, e quindi nel capitale, delle aziende di un determinato paese.

Al di là che l’azienda sia solida o meno l’investitore deve sempre considerare che la stessa impresa vive e convive con un sistema Nazione ben specifico, più questo sarà solido più l’impresa beneficerà in termini sia economici che finanziari.

Anche per questo motivo le azioni delle aziende Italiane sono cresciute nell’ultima settimana e si aspettano un prossimo futuro positivo, certo non dobbiamo aspettarci che quattro o sei mesi di governo tecnico risolvano tutti i problemi e come oggi tutti i partiti sono saliti sul carro del nuovo governo avvallato dall’Europa in un prossimo domani potrebbero nascere scaramucce da un momento all’altro.

Ricordiamoci che le elezioni politiche probabilmente sono alle porte e il rinvio della campagna elettorale è solo un proforma ma stanno già partendo in realtà in sordina per riuscire a strappare consensi tra i cittadini.

Per noi, per i mercati e per i risparmi degli Italiani che in larga parte sono ancora investiti in titoli di stato Italiani e obbligazioni o azioni bancarie sarà un bene se il governo tecnico riuscirà a fare quelle riforme di cui si è fatto promotore e soprattutto riuscirà a finanziare la ripresa Italiana adeguatamente non disperdendo inutilmente la liquidità arrivata dall’Europa.

(15.02.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)