Si alzano velocemente i tassi di interesse USA

Attenzione, Attenzione! Dopo anni di appiattimento i tassi d’interesse sui titoli di stato Americano hanno dato un colpo di reni al rialzo notevole.

Il rialzo dei tassi d’interesse che possiamo ottenere investendo sui titoli del tesoro Americani riguarda quasi esclusivamente il breve periodo, non tanto per ragioni legate a crisi momentanee del debito ma piuttosto a prospettive di rialzo dell’inflazione sempre sul breve periodo.

I tassi reali infatti, cioè gli interessi una volta scontata la perdita del potere d’acquisto dovuta all’inflazione, rimangono stabili per ora e questa risalita dei tassi d’interesse non sembra aver compromesso la crescita dei mercati finanziari azionari.

Le azioni infatti normalmente vengono spaventate da una possibile reazione delle Banche Centrali a un rialzo dell’inflazione; un po’ di inflazione è benefica per l’economia ma un’eccessiva spinta inflazionistica riduce drammaticamente il potere d’acquisto delle persone e i risparmi dei cittadini, quindi è da evitare.

Per evitare eccessi inflazionistici di solito le Banche Centrale tendono ad alzare ulteriormente i tassi d’interesse ufficiali provocando però un calo degli investimenti e una reazione avversa dei mercati azionari.

Al momento però queste manovre non sembrano all’orizzonte ed anzi la banca centrale Americana rimane accomodante, motivo per cui i mercati non si preoccupano più di tanto del rialzo dei tassi d’interesse sui titoli Usa, questo potrebbe essere fisiologicamente giusto.

Quello che dobbiamo però monitorare noi investitori sono i riflessi inflazionistici, difficilmente ci troveremo in una situazione di iperinflazione come alcuni analisti paventano ma una ripresa gagliarda della stessa potrebbe far male ai nostri risparmi.

I titoli di debito legati all’inflazione aiutano e sicuramente il comparto azionario rimane attualmente lo strumento migliore per superare i periodi di inflazione, il valore delle aziende rimane quello e la nostra quota di capitale rimarrà stabile.

Il rialzo dei tassi ha fatto defluire anche un po’ di capitale dall’oro, movimentandosi verso le materie prime industriali che reggono meglio in ottica di una ripresa sia economica che inflazionistica.

(05.03.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)