Siamo all'interno di un trend discendente di lungo periodo?

Molti analisti stanno provando a capire se il brusco calo dei mercati azionari registrato nelle scorse settimane rappresenti un punto di minimo per la ripartenza al rialzo dei mercati stessi.

E’ molto difficile, quasi impossibile, identificare questo momento di minimo se non a posteriori quando ormai i giochi sono fatti.

C’è chi crede in un recupero veloce tanto quanto la discesa data la natura delle cause che hanno scatenato il ribasso dei mercati e si augura che una volta raggiunto il picco di contagi nel mondo occidentale si raggiunga anche il punto più basso delle quotazioni dei mercati finanziari.

Altri invece vedono questo movimento di risalita dei corsi azionari, soprattutto americani, come un piccolo trend al rialzo all’interno di un più lungo trend ribassista iniziato con la crisi dovuta all’espansione del Covid-19.

Nessuno sa con certezza cosa accadrà, basandoci su uno degli indicatori chiave sull’evoluzione dei mercati, la volatilità, possiamo affermare che non è scesa come scende normalmente nei momenti di recupero definitivo dei mercati.

Dalla sua evoluzione nelle prossime settimane potremo sapere cosa aspettarci dai mercati.

Sicuramente un forte calo del Pil e l’enorme quantità di aiuti messi in campo dalle banche centrali aiuteranno a far riprendere i corsi azionari ma potrebbero avere nel medio periodo un effetto inflazionistico, o meglio di svalutazione monetaria.

Questo unito all’aumento del debito pubblico da parte dei paesi occidentali potrebbe portare a criticità sui titoli di debito pubblico, sulla moneta e sulla liquidità dei conti correnti; ricordiamoci che attualmente esiste già una sorta di patrimoniale annua costante sugli investimenti degli italiani ma niente toglie che non possano arrivarne altre.

Stando a questi possibili scenari futuri dobbiamo porre particolare attenzione nella diversificazione, nella qualità degli emittenti obbligazionari ai quali decidiamo di prestare i soldi e alla protezione dall’evoluzione dell’inflazione.

L’oro in questo senso ha già dato dei segnali attestandosi sui massimi di sempre, anche il dollaro americano e lo Yen Giapponese si sono mossi indicando la via della ricerca di investimenti sicuri e a protezione dall’inflazione.

(30.04.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)