Alti rendimenti immobiliari, specchietti per le allodole?

Un lettore chiede lumi su alcune ormai note società immobiliari estere che attraggono investitori italiani in cerca di alti rendimenti. Da qualche tempo infatti i risparmiatori, complice il largo utilizzo di internet, sono soggetti a pubblicità e offerte d’investimento tra le più disparate. Come affrontare queste continue proposte che promettono rendimenti stratosferici quasi sempre fuori dall’Italia? Con il dovuto scetticismo e cinismo. Prima di valutare ogni proposta particolare pervenutaci ricordiamoci i due fondamentali dell’investitore accorto: ad alti rendimenti corrispondono altrettanti alti rischi, investite solo in strumenti che conoscete e riconoscete adeguatamente bene. Il primo passo operativo è verificare se questi operatori che si propongono spesso dall’estero sono stati autorizzati da Consob o hanno ricevuto segnalazioni in merito dalle autorità di controllo Italiane. Stiamo parlando dei risparmi di una vita! Se non siamo sicuri al cento per cento delle garanzie e del funzionamento dell’investimento proposto diffidiamone. Spesso vengono proposti investimenti immobiliari di locazione o sublocazione con promesse di rendimenti del 10% mensili, chiaramente impossibili da ottenere in modo costante e frutto di attente valutazioni di marketing. Non da ultimi si ricordano casi nefasti in cui i risparmiatori sono stati coinvolti in scandali del cosiddetto “schema Ponzi”, ovvero un sistema piramidale di truffa che vede il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di risparmiatori per ripagare gli interessi dei primi e consentire a chi ha ideato il piano di “fuggire con la cassa”. Prima di intraprendere operazioni del genere è sempre meglio confrontarsi con un operatore qualificato Italiano e chiedere un consiglio professionale, sia esso un istituto bancario, assicurativo o un consulente finanziario. Ricordiamoci poi di collocare il tutto all’interno della nostra pianificazione finanziaria famigliare, in questo modo ci apparirà chiaro il livello di rischio accettabile e se l’investimento corrisponde ai nostri obbiettivi futuri.

(17.11.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)