Ancora una volta la Cina impensierisce gli investitori

Il recente rallentamento della crescita Cinese sta causando molti mal di pancia soprattutto agli operatori interessati da forti scambi commerciali con questo paese. I dati sull’economia Cinese sono sempre molto “oscuri” e a fronte di una crescita sperata intorno ai sei punti percentuali ci si interroga se riuscirà a sostenerla o se si tratta di una bufala. L’ipotesi che non si tratti di una crescita sostenibile viene dal forte rallentamento nell’anno passato dell’attività industriale praticamente piatta unito al forte calo delle importazioni nel paese. Gli analisti favorevoli a una tesi di ripresa dell’economia Cinese puntano sull’incremento del terzo settore, i servizi, che l’anno scorso effettivamente hanno fatto registrar una crescita superiore alle attese di quasi il dodici percento. Del resto il piano economico Cinese è appunto quello di evolvere il paese da una situazione prettamente industriale a un contesto economico maturo basato sul valore aggiunto dei servizi; ed è proprio su questo importante passaggio che si giocherà tutta la partita del gigante asiatico. Va da se che questo genere di passo in avanti porterà fisiologicamente a una moderazione della crescita del Pil, ci preoccuperemmo del contrario! Data la difficoltà oggettiva di fidarsi dei dati emanati dalle autorità del paese sono sorti nel tempo altri indicatori che cercano di ricostruire l’andamento economico Cinese dai dati di scambio con le economie esterne; in questi dati si mostra come il rallentamento potrebbe essere anche maggiore di quello dichiarato. Ancora una volta però dobbiamo interrogarci se ottusamente guardare alla sola misura della crescita, il Pil, o se osservarla qualitativamente; a fronte di una riduzione della stessa ma di un aumento dei consumi interni e della qualità della vita non considererei il tutto una sconfitta. Dal punto di vista dei mercati finanziari di questo paese i passi da compiere sono invece ancora molti, data la ristrettezza degli scambi e l’opacità delle valutazioni essi sono ancora un campo minato per i risparmiatori che rischiano i incorrere in forte volatilità dei prezzi.

(04.12.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)