Banche: in Europa 1.000 miliardi di crediti deteriorati

Le banche europee hanno in pancia 1.000 miliardi di euro in crediti deteriorati, un numero equivalente al Pil della Spagna o il 7,3% del Pil dell’Unione europea. Secondo l’Eba, l’European banking authority, questo livello è una fonte di “grave preoccupazione”. Ma cosa significa l’appellativo deteriorato e quali conseguenze può avere per i risparmiatori questa notizia alla luce della recente normativa in merito al Bail in? Consideriamo che i cosiddetti crediti deteriorati sono prestiti che le banche hanno fatto a privati e imprese e facilmente non rivedranno; molto spesso l’eccessivo deteriorarsi di suddetti crediti sfugge letteralmente di mano all’istituto bancario tanto da portare a perdite non tollerabili dalla situazione economica della banca stessa. Diamo qualche dato: in media le banche europee hanno crediti deteriorati pari al 5,6% del totale dei crediti, oltre il doppio rispetto agli Stati Uniti. L’Italia è nella lista nera con un dato nettamente sopra la media: 16,7%. I crediti deteriorati in Italia corrispondono al 17,1% del Pil. Tutto ciò pone il sistema bancario Italiano su un gradino di rischio più alto rispetto ad altri paesi Europei e deve far ragionare il risparmiatore nel momento in cui decide esso stesso di prestare denaro agli istituti bancari in cambio di rendimenti. Peggio delle banche italiane, sempre in termini di crediti ormai inesigibili ci sono le banche cipriote, con una media di circa 50%, seguite dalle slovene a 28,4%, dalle irlandesi al 21,5% e dalle ungheresi al 18,9%. Tutto ciò va anche a discapito dell’economia Italiana, un paese ove gli istituti bancari sono virtuosi infatti, ossia prevedono poche perdite sui crediti già elargiti, sarà più propenso ad elargirne altri e conserva sicuramente maggiori margini di manovra. Nel Bel Paese per ora siamo nella situazione opposta: nonostante quindi le iniezioni monetarie della Banca Centrale Europea le Banche sono restie a concedere credito soprattutto alle imprese perché già pesantemente colpite dalle perdite pregresse.

(01.12.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)