Bot people : passato, presente e futuro

E’ difficile di questi tempi essere un “BOT People”, un risparmiatore cassettista che acquista titoli di stato Italiani a breve scadenza e magari qualche azione bancaria perché un amico gli ha dato una dritta giusta… Il mondo del risparmio cambia velocissimamente e se per generazioni i risparmi di famiglia prevedevano una rotazione continua di Bot semestrali o trimestrali, al momento questa strategia risulta in perdita in partenza. Questo perché, dati dell’ultima settimana, i Bot trimestrali hanno rendimento negativo. Anche l’Italia, al pari dei paesi Europei più virtuosi, sta subendo l’effetto benefico della riduzione degli spread e quindi si finanzia a costo zero o quasi; questo risulta essere molto importante per l’Economia ma non per i risparmiatori che da anni sono abituati ad acquistare Bot e Btp. Fino a non molto tempo fa, nel pieno della crisi Greca, i Bot a sei mesi rendevano anche il sette percento su base annua, tassi da paese sull’orlo di un default ed ora, con condizioni economiche pressoché identiche, li ritroviamo sottozero. Il problema più grande sarà probabilmente nel momento in cui dovesse ripartire l’inflazione; questo genererebbe di primo acchito un ribasso dei prezzi dei titoli di stato di mezza Europa e un rialzo contestuale dei rendimenti. In questa eventualità sarebbe conveniente avere in portafoglio titoli poco soggetti al rischio di rialzo dei tassi, ovvero titoli legati all’inflazione o con una componente di tasso variabile. Probabilmente questo momento di svolta non sarà vicinissimo ma è bene piano piano costruire una posizione obbligazionaria che non venga coinvolta da una possibile simile situazione. Consideriamo infine che anche Bill Gross, esperto analista conoscitore dei mercati obbligazionari, in settimana ha riferito che prendere posizioni al ribasso sui titoli di stato tedeschi è l’occasione speculativa che capita molto raramente. A meno che i mercati stiano prezzando un’uscita della Germania dall’Euro o una stagnazione economica con deflazione di vent’anni, l’ipotesi di Gross ci sembra perlomeno plausibile.

(30.04.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)