Come reagiranno i mercati al nuovo contesto geopolitico

E’ sempre difficile, se non impossibile, fare previsioni riguardo all’andamento dei mercati finanziari; lo è ancora di più nel momento in cui le emozioni prendono il sopravvento sulla ragione. In momenti di tristezza e sconforto come questi rimanere lucidi è difficoltoso ma il mondo finanziario apparentemente è riuscito nell’impresa. Non sembra infatti aver subito eccessivi traumi dalla ripresa dei conflitti geopolitici mondiali; né le materie prime né gli indici azionari hanno mosso una virgola di fronte a scenari bellici e diplomatici incerti. Teoricamente questa dimostrazione di “menefreghismo” è un bene, soprattutto viste le ultime analisi sui possibili stress esterni verso le economie occidentali. Molti analisti infatti credono che a causa degli eccessivi aiuti monetari i mercati siano diventati talmente deboli e senza ulteriori armi di difesa tanto da poter ribaltarsi al solo “posarsi di una mosca”. Al primo problema o evento avverso che sia, potrebbero quindi subire danni considerevoli perché incapaci di assorbire le vendite e quindi le perdite. Queste tesi sembrano fino ad ora ancora infondate anche se leggendo dietro le righe delle politiche monetarie troviamo grandi indizi di doping finanziario e quindi di uno stato di buona salute un po’ forzato. Non è tutto oro quel che luccica insomma! Per qualcuno quest’oro luccica solo grazie a continue mani di pittura d’orata fresca ma nel momento in cui questa finirà saremo soggetti a qualsiasi cambio di vento improvviso. Non pensiamo che i nefasti eventi di fine 2015 condizioneranno il recupero dei mercati, siamo in una fase in cui essi per fortuna guardano più ai dati economici reali che neanche alle emozioni dei risparmiatori. In fasi come queste quindi anche il piccolo investitore deve imparare a contestualizzare economicamente i propri investimenti e capire se le prospettive in cui crede e risparmia vengono confermate da trend e dai reali. Se non ci saranno escalation eccessive di guerra non vi saranno effetti durevoli per azioni o obbligazioni mentre potrebbero presentarsi anzi occasioni per chi è in grado di accoglierle.

(20.11.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)