Da dove arriverà il prossimo crack?

In settimana qualche analista Statunitense ha fatto notare delle statistiche particolari e molto interessanti: l’indice azionario americano (s&p500) è da tre anni e mezzo che non vede un ribasso, detto in gergo correzione, di oltre il dieci percento. Aggiungono inoltre che stando ad oggi nel 2015 non abbiamo avuto una correzione neanche dell’ordine del cinque percento, ricordando che queste accadono praticamente tutti gli anni; stando poi alla media delle valutazioni dei titoli azionari presenti sul listino americano ritengono i mercati pronti per un piccolo ribasso nei mesi estivi. Queste considerazioni ci hanno un po’ fatto riflettere soprattutto visto che abitualmente i caldi mesi dell’anno sono tra i più volatili e passibili di movimenti in caduta dei mercati grazie alla scarsa presenza di scambi. Come sappiamo se i mercati decidono che sono arrivati a destinazione e i grandi operatori vogliono consolidare i guadagni accumulati qualsiasi motivazione è valida per dare uno stop. Da qualche anno le borse non devono neanche sforzarsi a trovare motivazioni in quanto la Grecia gli ha dato appigli di ogni tipo per spaventare gli investitori; considerando però il lasso temporale di conoscenza della problematica ellenica riteniamo personalmente che questa sia ormai un problema non sistemico. Un suo default quindi, ancorché incisivo nel breve periodo, non dovrebbe portare danni per un Europa che già conscia del problema ha bloccato in parte le possibili via di propagazione del danno. Come già commentato molte volte quando le Cassandre sono molte e ascoltate da tutti siamo tranquilli che gli effetti non saranno disastrosi, la preoccupazione più grande la danno gli eventi inattesi che per loro natura non sono prevedibili o lo sono solo da pochi e inascoltati operatori. Il prossimo vero crack, se ci sarà, riguarderà problematiche delle quali ancora non siamo a conoscenza; è per questo motivo che cercare di prevedere mercati così complessi risulta impossibile. La vera difesa verso tali eventi sta nella corretta allocazione del portafoglio, nel trovare gli strumenti adatti per proteggere le perdite e lasciar correre i profitti.

 (05.06.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)