Dal "Liquid Trap" alla bolla dell'eccesso monetario

Nella teoria economica si è sempre utilizzato un esempio molto efficacie per rappresentare la situazione di “trappola della liquidità”; in un contesto economico negativo caratterizzato da deflazione, sfiducia e condizioni economiche non favorevoli agli investimenti nemmeno un esercito di elicotteri intenti a buttare sulla popolazione chili di dollari servirebbero a rilanciare i consumi. E’ un modo come un altro per rappresentare quello che sta accadendo con le più o meno recenti politiche monetarie Americane, Giapponesi ed Europee; non basta buttare dollari, yen o euro sul mercato ma bisogna creare le condizioni affinché questi riescano ad alimentare consumi ed investimenti anziché venire accumulati in risparmi, ovvero sui mercati finanziari. Non stiamo parlando infatti di creare liquidità per le aziende quotate o quelle che possono accedere alle emissioni di titoli obbligazionari, vorremmo vedere questi enormi flussi monetari arrivare a basso costo all’idraulico, alla piccola ditta meccanica, al fruttivendolo e alle famiglie. Solo in questo modo sarebbe possibile evitare la suddetta “liquidity trap”; fino ad ora i risultati visti negli Stati Uniti rimangono migliori di quelli appena accennati in Europa. Gli effetti delle prime settimane di politica monetaria fortemente espansiva nel vecchio continente hanno alimentato la fame di rendimenti già da tempo presente nella zona; si sta forse gonfiando una bolla potenzialmente esplosiva? Se prestassimo ora 1.000 euro alla Germania tra dieci anni ci ridarebbero qualche manciata di centesimi in più degli stessi 1.000 euro, considerando un inflazione anche bassa paghiamo qualcuno per potergli prestare del denaro, letteralmente assurdo. Non solo sui titoli tedeschi ma anche rispetto ad obbligazioni di moltissime aziende Europee ed anche di molti Stati si è perso completamente il concetto di giusta remunerazione del rischio e si è alimentata una spirale pericolosissima che sta portando tutto il comparto obbligazionario a toccare il tetto. Per ora la liquidità immessa sta andando a finire lì, il limite è vicino e l’economia reale ha bisogno di ricevere di più.

(17.03.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)