Dati USA pessimi e mercati in rialzo, che confusione!

Un proverbio dice che I mercati finanziari esistono con il solo scopo di portare frustrazione a più persone possibili per la maggior parte del tempo. Il suo principale compito è quindi quello di confondere le folle di risparmiatori che si apprestano ad investire i sudati risparmi, quest’anno i mercati hanno svolto questo compito egregiamente. Soprattutto riguardo agli Usa e ai mercati extra-europei vediamo stime di Pil al ribasso, consumi in declino, proventi industriali attesi in calo. A questo aggiungiamo la Cina che in affanno sta cercando la strada verso una politica monetaria espansiva, il che aumenterebbe fino allo sfinimento del sistema il livello di liquidità immesso negli ultimi anni a livello globale. Nonostante ciò abbiamo assistito a un deciso rimbalzo sui mercati azionari dai brutti colpi di quest’estate; questa nuova ascesa dei prezzi non è però guidata solo dall’Europa, la quale avrebbe ragioni tecniche migliori, ma bensì accompagnato su tutti i comparti azionari globali compreso gli emergenti tanto bistrattati sui dati fondamentali. In molti si domandano il perché di questi acquisti “apparentemente” pazzi, probabilmente spinti da un eccesso di liquidità ancora forte sui mercati. Non sappiamo dire se il rimbalzo continuerà e se quindi la scorsa estate sarà stata un ottima occasione d’acquisto, per questo bisognerà aspettare ancora qualche settimana, il cosiddetto rally di fine anno per intenderci. Quello che sicuramente notiamo negli analisti e nei gestori di fondi di tutto il mondo è una qual certa confusione riguardo alla giustificazione di questi movimenti di mercato il che porta molti ad aumentare le posizioni in liquidità non investita per paura di repentine burrasche finanziarie. Per chi è abituato a basare il proprio pensiero d’investimento su dati economici, prospettive e concetti mentali “lineari” questa situazione rappresenta una sfida; i mercati ormai vanno valutati psicologicamente e politicamente (intese come politiche economiche) piuttosto che con dati reali.

(23.10.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)