Deflazione questa sconosciuta, nemico o opportunità?

Il tema dei prezzi al consumo è il più caldo dall’inizio del secolo per quanto riguarda le politiche delle varie banche centrali nazionali. Come mai è così importante avere un’inflazione moderata e spaventano così tanto gli eccessi sia inflattivi che deflattivi? E quali conseguenze ci sono per i risparmiatori? Partiamo dal considerare la situazione migliore data da un’inflazione bassa, contenuta e costante: i prezzi aumentano piano piano dando la possibilità ai salari di adeguarsi e alle imprese di credere in un futuro di utili roseo spingendole ad investire nella crescita. Al contrario un’eccessiva crescita dei prezzi al consumo danneggia enormemente il mercato interno assopendo i consumi e influisce sulla ricchezza comparata di una nazione nei confronti del mondo intero; pensiamo ai casi di iperinflazione nel corso del ventesimo secolo dove la dinamica lineare prezzi, stipendi, consumi, disoccupazione salta completamente per aria e il paese affronta una crisi di credibilità prima ancora che economica. Infine lo spauracchio della palude, la deflazione, accompagnata da stagnazione economica e sfiducia nel futuro. In questa situazione i consumi si rimandano soprattutto riguardo ai beni durevoli (automobili) che si deprezzeranno maggiormente; le aziende affrontano crisi di vendite, di margini sgretolati derivati da prezzi in calo ma stipendi non fermi al palo. Il clima di sfiducia non incentiva gli investimenti e la stagnazione può durare per decenni come nel caso Giapponese. Sperando di essere ormai in uscita da quest’ultima fase verso un recupero inflazionistico fiducia le implicazioni nel frattempo per i risparmiatori non sono poche: mantenere liquidità “costa” meno poiché il denaro non si svaluta e quindi accettare un rischio di credito investendo in tassi miseri non porta beneficio alcuno. Questa situazione incentiva gli investimenti a dirigersi verso il comparto azionario, ovvero il capitale liquido migliore per le aziende per generare investimenti futuri senza aumentare il peso del debito; all’inizio di questa fase di ripresa la tempestività nell’aprire posizioni qualitativamente elevate sui mercati darà vantaggi notevoli alla gestione dei portafogli investimenti.

(05.03.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)