Il crollo delle materie prime, tra miti e realtà

Nelle ultime settimane si è acuita la profonda crisi del settore delle materie prime; questa particolare asset class riunisce tutti i principali materiali che servono all’uomo per vivere. Si parla infatti di materie prime agricole, energetiche e di metalli industriali soprattutto. La prima considerazione da fare è semplice e spaventosa al tempo stesso, da tempo infatti permettiamo a mercati finanziari altamente speculativi di decidere il prezzo delle basi della nostra vita. Detto ciò dobbiamo cercare di capire come mai da tempo questi materiali a noi tanto cari siano così a buon mercato almeno sui mercati finanziari; i motivi principali che hanno spinto al ribasso i metalli industriali sono gli spettri di stagnazioni economiche Europee ed ora Cinese, ma più in generale un rallentamento globale del loro utilizzo nel campo delle costruzioni. Per quanto riguarda l’oro abbiamo spiegato più volte come abbia perduto il suo status di rifugio finanziario nel momento stesso in cui è risultato anch’esso fortemente soggetto ad eventi speculativi, inoltre l’oro viene utilizzato anche in campo industriale e questo non aiuta a sostenere le sue quotazioni. Movimenti geopolitici difficili da comprendere hanno poi fatto crollare anche il prezzo del petrolio portandolo a livelli che ormai non ricordavamo neanche. Non tutto il ribasso sembra però giustificato, teoricamente dovrebbe essere un compito dei mercati finanziari quello di anticipare il futuro economico; per questo motivo la rinnovata crescita a livello globale dovrebbe dare man forte alle materie prime e sostenere in qualche modo anche le valute dei paesi emergenti ad esse collegate. Sembra esserci appunto una situazione un po’ troppo pessimistica sul comparto e le conseguenze per il piccolo risparmiatore si vedono sulle azioni di determinati comparti o Paesi legate alle materie prime, sugli investimenti espressi in valute emergenti come ad esempio obbligazioni o titoli di stato esteri. Come al solito niente panico, se si tratta di speculazione temporanea sarà destinata a rientrare, in caso contrario beneficeremo di una condizione ottimale per il rilancio delle aziende Europee.

 

(28.07.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)