Il punto, reale (vi prego), sulla situazione economica italiana

Il web è cosparso i notizie false, di attacchi ben perpetrati a particolari uomini politici e ai partiti di loro provenienza; attacchi spesso costruiti ad arte che quasi mai rispecchiano il reale andamento delle politiche adottate. Per fare il punto della situazione sulla “ripartenza” italiana vorrei considerare alcuni dati economici ai quali è stato dato poco risalto nel loro complesso; forse motivi politici o di moralizzazione di massa ne hanno evitato il giusto apprezzamento ma essi possono dare un’idea della strada per costruire un futuro economico migliore. Solo negli ultimi sei mesi il Pil è stato rivisto al rialzo portando a una crescita nel 2016 di oltre un punto percentuale, la disoccupazione cala sotto il 12% ma soprattutto i nuovi occupati aumentano considerevolmente nell’anno. La fiducia dei consumatori è la più alta registrata negli ultimi tredici anni, importantissimo dato economico visto che le aspettative governano oramai l’economia e la finanza mondiale; se a questo aggiungiamo un maggior potere d’acquisto degli Italiani sembrano esserci prospettive ottime. La produzione industriale in rialzo, come gli ordini manifatturieri, rispondono positivamente ai maggiori consumi “sperati” e alla rinata fiducia degli Italiani che li porta a far ripartire persino il mercato dei mutui e del credito al consumo. Persino lo spettro del “credit crunch”, l’immobilismo cioè del credito finanziario verso le imprese, sembra in via di risoluzione sotto i colpi del bazooka monetario della Bce. Vi sembra un quadro drammatico? A noi personalmente non pare e l’unico dato negativo di un’inflazione che non riparte potrebbe essere mascherato dall’incidenza anomala del ribasso dei prezzi del carburante e quindi non influire sul resto del comparto economico italiano. Rimane molto a fare, soprattutto perché il punto di partenza era ed è molto basso; rimangono le disuguaglianze, le politiche sull’istruzione e quant’altro alla fine incide sulla vita economica di un paese. L’inizio della ripartenza sembra però incoraggiante se lo guardiamo da un’altra prospettiva, magari con un po’ più di ottimismo.

(09.10.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)