Immobili : qual'è il loro posto nel patrimonio degli italiani?

Sappiamo che all’Italiano piace il mattone, le famiglie del bel paese possiedono in media porzioni di immobili decisamente maggiori che in qualsiasi altro paese Europeo. Questa situazione è frutto della cultura del nostro paese, dell’obbiettivo storico degli anni sessanta di garantire una casa alla propria famiglia e magari anche una seconda casa da mettere a reddito o da sfruttare per le vacanze. Sta di fatto che diversamente dai paesi anglosassoni manteniamo un peso maggiore in ricchezze immobiliari rispetto a quelle finanziarie con tutte le conseguenze positive e negative del caso. Gli immobili hanno subito negli anni un attacco da parte del fisco, una forte svalutazione di prezzo dopo il boom degli anni novanta dei valori immobiliari, sono per loro natura poco liquidi e quindi difficili da vendere nel momento del bisogno e soprattutto soggetti a deterioramento fisico. I lati positivi li conosciamo: molti immobili hanno una redditività discreta data dagli affitti soprattutto bilocali centrali, commerciali o uffici e abitazioni storiche riescono ancora a garantire buone entrate. La vera arma vincente del mattone sulla psiche del risparmiatore è la tangibilità, posso vedere e toccare con mano la mia proprietà, i miei averi e quindi dà maggior soddisfazione che neanche una schermata on-line bancaria. Negli ultimi anni il ciclo immobiliare ha toccato però i punti più bassi del suo percorso solitamente ventennale e quindi ha dato da un lato forti svalutazioni a chi già possedeva immobili e dall’altro grandi opportunità per chi ne era alla ricerca. Probabilmente tra qualche anno se l’Italia riuscirà come crediamo a riaversi dalla sua crisi più lunga potremo rivedere un ciclo positivo, qualcosa si sta già muovendo con l’aumento delle domande di mutui e delle compravendite. Ragionando nel medio periodo ottenere un mutuo a tasso fisso al tre percento sui vent’anni per comprare un immobile da mettere a reddito che sia effettivamente un’occasione potrebbe dare i suoi frutti da arbitraggio ma attenzione che tutte le operazioni che presuppongono un indebitamento sono altamente rischiose e giocano sul classico effetto leva.

(19.08.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)