Investimento del "cassettista", è ancora un metodo conveniente

Le scuole di pensiero degli analisti finanziari si dividono sul tema del famoso “buy and hold”, comprare titoli azionari con criteri economici validi e mantenerli nel lungo periodo senza minimamente curarsi dei momenti di mercato. Qualcuno afferma che questo tipo di metodo d’investimento tanto in voga negli anni 80’ sia sostanzialmente morto poiché funziona solo in periodi in cui c’è costante inflazione; i primi tredici degli ultimi quindici anni in effetti non avrebbero generato rendimenti per cassettisti azionari. Altri ammettono che potrebbe anche essere efficace nel lungo periodo ma evitare completamente un ribilanciamento dei propri investimenti anche con cadenza annuale potrebbe essere molto pericoloso se si è sbagliato strada fin dall’inizio. In ultimo i detrattori di questa strategia sono fermamente convinti che sia tra le più difficili da eseguire perché richiede molto sangue freddo e sicurezza nelle proprie idee di investimento. Una buona fetta di analisti si schiera invece a favore dei cassettisti ed anche se ammette che i margini di guadagno si sono ridotti nel tempo riconosce comunque una maggiore solidità a questo schema d’investimento rispetto al continuo scambio che produce solo l’effetto di innalzare le commissioni e le spese. Non attenersi al “cassettismo” può inoltre far cadere il risparmiatore nella trappola del comprare sui massimi e vendere sui minimi, tipico errore che la finanza comportamentale ha studiato approfonditamente. Un altro punto a favore che dovremmo prendere in considerazione anche in Italia su molti altri tipi di investimento è la postergazione delle tasse; mantenendo infatti l’investimento intatto continuerà a capitalizzare i rendimenti posticipando l’imposizione fiscale che quindi sarà sempre minore percentualmente in rapporto al guadagno ottenuto. Nessuno ha ovviamente la verità in tasca e solo il tempo potrà dar ragione a una delle due teorie; personalmente crediamo che il giusto stia nel mediare le posizioni estremiste e seguire una strategia nel lungo periodo senza però dimenticarsi di aggiornarla.

(11.12.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)