La crescita nei prossimi anni, scenari attesi

E’ lecito chiedersi se un’economia debba essere destinata a crescere per sempre, è lecito attendersi una risposta presumibilmente negativa ed è sempre lecito domandare come prepararsi a tale eventualità. L’illusione della crescita perpetua è un’invenzione partita dalla seconda metà del ventesimo secolo o, se vogliamo scavare più indietro nella storia, dalla rivoluzione industriale. Ad essa si sono susseguite le rivoluzioni tecnologiche e finanziarie che hanno portato a tassi di crescita mai visti nella storia; questi livelli di dinamismo economico non sono probabilmente sostenibili nel lungo periodo. Per farla breve, senza una crescita forte della popolazione, un’accelerazione del Pil e di tutti gli indicatori economici come quella dagli anni sessanta porterebbe all’accumulazione di ricchezze spropositate in sole tre generazioni. Una via più probabile per i prossimi anni sarà un adeguamento della crescita a ritmi più bassi e contestualmente una bassa inflazione unita a un ritmo demografico fiacco soprattutto nei paesi occidentali. Che prospettive apre questo quadro ai risparmiatori? La teoria del New-Normal prevede in effetti un lungo perdurare di bassi tassi d’interesse e di rendimento dettati appunto da una crescita pressoché assente e da un’inflazione risicata. In questo contesto un ridimensionamento dei redditi da capitale, ovvero quelli prodotti dagli investimenti in obbligazioni e in aziende è più che probabile;potremmo trovarci di fronte nei prossimi anni a un vero e proprio “bear market” secolare, ovvero lunghi anni di ribassi sui mercati. Molti credono a questo sviluppo futuro di mercati ed economia in contrapposizione con l’ultimo “bull market”, ovvero forti rialzi di borsa, che perdura ormai da tempo. Esiste un’alternativa, se l’economia e la politica smettessero di guardare esclusivamente alla quantità della crescita mirando invece alla sua qualità avremmo benefici enormi sia a livello di valutazioni patrimoniali che a livello di benessere di vita. La qualità delle trasformazioni economiche nei prossimi anni sarà la chiave per uscire dalla stagnazione politica ed economica Europea.

(04.08.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)