Le domande dei lettori si concentrano sulle banche

Nell’ultima settimana sono pervenute richieste di preoccupati risparmiatori in merito a titoli obbligazionari di ogni genere o più in generale sulla sicurezza del proprio portafoglio di bond e non solo. Il tema è certamente caldo e l’ansia in questi casi è benefica visto che fa porre maggior attenzione al rischio assunto coni propri investimenti. Molti si interrogano su come fare a giudicare una banca sana rispetto ad una, diciamo per dire, non sana; la maggior parte poi si focalizza sulle banche del territorio che al momento sono al centro del ciclone. Partiamo col dire che a differenza dei grandi istituti di credito le banche del territorio sono molto diverse le une dalle altre e troviamo situazioni di estrema solidità a fianco di enti sull’orlo del precipizio. Non è facile neanche per un tecnico analizzare economicamente un istituto bancario perché vi sono molte poste che, mentre nelle normali imprese vengono stimate con un buon grado di certezza, nelle banche risulta difficile stimare con esattezza. Per questo i crediti che le stesse vantano e che rappresentano una grossa fetta della loro attività commerciale potrebbero risultare nella realtà distanti dal valore professato nei bilanci e questo scostamento potrebbe determinare la salute o meno dell’istituto. Insieme a ciò anche la valutazione degli strumenti finanziari non è di facile argomentazione in quanto a seconda dei casi può fuorviare chi intende procedere ad una valutazione economica. Per questi e altri motivi il risparmiatore deve fidarsi di enti terzi che certifichino la salute dell’istituto bancario (e che negli anni a volte hanno combinato disastri), e affidarsi al rating oltre che alle valutazioni di mercato. Se i titoli di un dato istituto bancario a parità di scadenza e tipologia remunerano il risparmiatore con interessi più bassi vi è una buona probabilità che l’istituto sia più solido di altri; la legge del mercato infatti vuole che in assenza di azioni illegali tutto abbia un giusto prezzo, anche il rischio di una banca.

(22.12.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)