Le Small Cap americane, un segnale per tutto il mondo

Non è facile di questi tempi seguire i mercati finanziari e quindi direttamente anche i propri risparmi; per chi destina una parte del proprio portafoglio ad investimenti volatili e rischiosi come quelli azionari sono tempi difficili ma anche pieni di opportunità. All’interno della pianificazione famigliare di ogni nucleo può capitare che le scelte ricadano in piccola parte su investimenti a breve termine di carattere azionario; gli italiani sono infatti molto attratti dagli investimenti rischiosi e spesso l’istinto del gioco prende il sopravvento sulla razionalità. Per chi non rinuncia a questo tipo di sfida ci sono però degli accorgimenti per seguire l’andamento del mercato, di alcuni indicatori abbiamo già parlato in passato mentre oggi valutiamo l’impatto di due comparti specifici: le small cap (piccole aziende) e le obbligazioni high yield (ad alto rendimento). Le performance di questi due indici in confronto con l’indice generale azionario del paese di riferimento, normalmente gli Stati Uniti, indicano il grado di rischio accettato dal mercato. In altre parole essendo comparti a più alto rischio se salgono in misura maggiore rispetto al mercato significa che gli operatori intravedono possibilità di un futuro roseo; se invece hanno performance peggiori dobbiamo stare in guardia e prepararci a un periodo turbolento e di uscita dalle posizioni rischiose. Nel 2015 dopo un inizio d’anno promettente questi due indicatori hanno messo la retromarcia e soprattutto l’indice delle piccole-medie imprese americane è stato sempre battuto dal cugino maggiore “meno rischioso”. La settimana scorsa abbiamo visto invece un movimento discordante che può forse dimostrare una rinnovata fiducia nell’indice a bassa capitalizzazione e quindi un più alto gradimento del rischio. Rimane da osservare il mercato degli High Yield che continua a dare segnale contrastanti rispetto al buon andamento del mese dei mercati; vedremo se sarà quest’ultimo ad adattarsi ai mercati o viceversa ci aspetta ancora un periodo di turbolenze.

(03.11.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)