Le ultime novità dalla Turchia interessano molti risparmiatori

Nell’espletamento del nostro lavoro siamo spesso chiamati in causa nel cercare di raffreddare i bollenti spiriti dei risparmiatori, soprattutto in quei momenti dove i mercati salgono e le “vincite” in borsa appaiono facili e alla portata di tutti. Proprio in quei momenti bisogna prestare la massima attenzione e non lasciarsi ingolosire da guadagni facili, ricordate che in finanza non ci sono pasti gratis. Una delle ultime situazioni sui generis è recentemente legato al grande appeal delle obbligazioni in valuta estera, preferibilmente emergenti visto che mostravano e mostrano un rendimento a doppia cifra, ma a quale prezzo? Il prezzo è che le obbligazioni in questione sono denominate, ad esempio, in lire turche e nel caso questa moneta si deprezzi verso l’euro vedremo il nostro capitale andare a picco insieme al nostro bel rendimento a doppia cifra. Non a caso ho parlato delle lire turche in quanto tra le più gettonate nelle richieste di clienti e risparmiatori in genere; chi si fece convincere dal formaggio rimase quest’estate nella trappola dell’elevata volatilità sulle valute emergenti passando momenti difficili. Al momento per fortuna le cose sembrano andare un po’ meglio, il premier Erdogan è stato rieletto a grande consenso e il mercato del paese non è così disastrato rispetto ad altri emergenti. Data la svalutazione della lira turca infatti l’export ha retto l’urto della crisi politica ed economica e nell’aria potrebbe arrivare anche un taglio dei tassi nonostante un’inflazione decisamente alta (intorno al 7%). Le sfide per il nuovo, vecchio governo sono molte ma consideriamo che la Turchia parte da un tessuto economico valutato solo un paio d’anni fa tra i più promettenti dell’area adiacente all’euro; certo i problemi politici e sociali non mancano ma il paese potrebbe essere una delle sorprese del 2016 se le condizioni lo permetteranno. Per il momento a quegli arditi risparmiatori che hanno osato cimentarsi con le valute emergenti sta tutto sommato tornando un mezzo sorriso; la lezione da imparare è però importante: ad alti rendimenti corrispondono nel 99% dei casi alti rischi.

(10.11.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)