Pensioni : gli orientamenti del Governo e cosa può cambiare

Molti lettori hanno una particolare apprensione per quanto riguarda la propria posizione previdenziale; in Italia rispetto ad altri paesi si fanno carte false pur di accedere il prima possibile alla pensione ed infatti siamo tra le nazioni con la più bassa percentuale di occupati sopra i sessantacinque anni. Con la nomina a presidente dell’Inps di Tito Boeri, noto economista nostrano, sarà probabile una grossa spinta dell’istituto verso un innovazione normativa da affidare all’attuale governo. La direzione già tracciata dalla riforma Fornero è innanzitutto verso un metodo di calcolo della pensione più equo, si riceverà ciò che si ha versato; una proposta molto impopolare e secondo noi poco fattibile potrebbe essere quella di ricalcolare coattivamente tutte le pensioni con il metodo contributivo. Questo andrebbe ad intaccare chi ancora mantiene prestazioni previdenziali con il vecchio metodo retributivo ma, come detto, ci sembra un provvedimento di difficile attuazione. Più probabile invece sarà una ridefinizione dei termini per accedere alle pensioni anticipate, eventualmente anche subendo una piccola decurtazione dell’assegno o il ricalcolo contributivo. Quasi sicuramente si manterrà l’aggancio dell’età utile all’aspettativa di vita e verranno richieste norme ad hoc per determinate categorie di lavoratori o lavoratrici (ad esempio quote rosa). Quel che è certo è che ormai ognuno di noi deve costruirsi un cuscinetto alternativo alla pensione pubblica per evitare di subire i cambiamenti normativi che vanno ad intaccare il nostro reddito futuro da terza età; il mercato ormai ci viene incontro con varie tipologie di strumenti, fondi pensione complementari, polizze vita rivalutabili, risparmio privato. Spesso come consiglio diamo quello di fare prima un ipotesi sull’assegno pensionistico futuro che ci attende, confrontarlo con il reddito che vorremmo e definire quindi quella parte non coperta da accantonare. A questo accantonamento aggiungiamo ormai una quota di risparmio in più per difenderci da eventuali cambi normativi che potrebbero andare a diminuire il primo addendo dell’operazione di cui sopra, le sorprese, si sa, non finiscono mai.

(23.04.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)