Perché le Borse ogni tanto devono scendere

Chi crede che i mercati debbano sempre salire? La domanda sembra ovvia ma la risposta non lo è poi così tanto. Nella retorica dei crolli finanziari delle ultime settimane c’è il disfarsi dell’illusione di tanti, molti risparmiatori fiduciosi nell’eterno rialzo dei corsi azionari. Forse le aspettative economiche erano troppo alte? Forse la Cina è un pallone gonfiato? Come al solito le motivazioni ci interessano fino a un certo punto, quello che conta maggiormente è guardare alla realtà dei fatti. Se i mercati non dovessero mai scendere non potrebbero neanche mai salire; in questa piccola e banale osservazione risiede il concetto di rischio al quale dobbiamo sempre far fronte nel momento in cui decidiamo di affidare i nostri risparmi ai mercati. Più precisamente consideriamo che le correzioni o i ribassi come li vogliamo chiamare sono salutari per i mercati e ricordano agli investitori che le attività nelle quali investono sono altamente rischiose; se i mercati salissero ininterrottamente per troppo tempo perderemmo quell’avversione al rischio e produrremmo quelle bolle createsi nei ruggenti anni novanta di credo finanziario. Una correzione dell’ordine del dieci percento era largamente attesa da alcuni analisti ormai, forse poco ascoltati; di certo se le pressioni sui mercati rimangono un classico tormentone estivo senza sprofondare oltre il venti o trenta percento restiamo nell’ordine normale delle cose. Molto più pericoloso sarebbe invece un trend, ovvero una continuazione prolungata, di ribassi di prezzi azionari che dopo lo scivolone iniziale continuano imperterriti a perdere valore sul deteriorarsi delle condizioni economiche o delle aspettative sulle stesse. In questo caso il problema sarebbe ben più grosso ma probabilmente siamo ancora lontani da una condizione del genere rimanendo per ora nell’ambito dell’isteria tipica dei mercati. Se le motivazioni sottostanti a questa normale e giusta correzione dei mercati rimarranno le presenti e non intaccheranno significativamente la ripresa economica potremo parlare presto di un perfetto “buy the dip”, ovvero di un’occasione di acquisto di titoli a sconto.

(24.08.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)