Quando, e se finirà, il rally dei mercati USA

Negli ultimi mesi molti analisti statunitensi si stanno interrogando sul rally azionario in corso ormai dal 2009 nel paese a stelle e strisce; in un’immagine quasi poetica descrivono il mercato azionario americano come un atleta che corre velocissimo tre giri di pista (2012, 2013, 2014) per poi arrivare senza energia al giro finale, il 2015. Storicamente però vi sono pochi segnali che hanno inciso veramente sul cambio di rotta dei mercati e nessuno di essi sembra al momento preoccupante. Negli anni infatti forti eventi avversi hanno scatenato l’inferno sui mercati ma il via ai crolli è scaturito sempre da valutazioni azionarie eccessive; al momento queste valutazioni negli stati uniti, seppur alte, restano al di sotto della media dei picchi più importanti. C’è ancora spazio insomma, anche se limitato visto la bassa remunerazione al rischio che i mercati azionari Usa restituiscono ad adesso. Gli altri due eventi scatenanti nei ribassi azionari possono essere da un lato forti recessioni economiche, questione al momento non rilevabile negli Usa, oppure un cambio restrittivo di politiche monetarie. Quest’ultimo punto è quello che più preoccupa i mercati sebbene la banca centrale americana abbia recentemente rassicurato su un cambio di politica monetaria progressivo e non invasivo. Detto ciò le condizioni finanziarie a livello globale aiutano ad alimentare il rally azionario americano anche se entriamo in quella fascia di valutazioni in cui ogni momento futuro potrebbe essere buono per deludere le aspettative di “guadagni infiniti” e gettare il panico sui mercati. Non significa necessariamente lo scoppio di un’altra improbabile crisi finanziaria ma certamente si avvicinerà sempre di più nel tempo un forte rintracciamento, per questo i nostri portafogli non dovranno farsi prendere dall’avidità dei guadagni ma proteggere sempre le posizioni azionarie e soprattutto non esporsi eccessivamente. Agire sui risparmi proteggendoli è più impopolare in momenti di euforia come quelli che stiamo attraversando ma risulta col senno di poi molto più utile.

(14.04.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)