Sentiment : cosa ci aspettiamo dai mercati finanziari

Barron’s, testata giornalistica specializzata sui mercati finanziari, ha rilasciato i risultati di un questionario proposto ai gestori di portafogli statunitensi dal quale emergono alcune importanti considerazioni. I questionari utili a recepire lo stato d’animo degli addetti ai lavori hanno acquistato negli ultimi anni più importanza dei dati oggettivi, dei prezzi o di qualsivoglia indice; come abbiamo avuto modo di spiegare molte volte infatti i mercati nel breve periodo sono regolati più dalle emozioni che dalla realtà. Dai risultati di questo test ci accorgiamo di una diffusa paura degli operatori dei massimi storici toccati dagli indici azionari; ancora memori della recente crisi i gestori sono diventati più guardinghi e non siamo ancora in quella fase di euforia tipica dei mercati eccessivamente sopravvalutati. Nel settantotto percento dei casi gli intervistati si aspettano una correzione di oltre dieci punti percentuali nei prossimi mesi; i mercati considerati più promettenti o sottovalutati sono quelli legati all’energia, alle tecnologie e gli Europei in generale mentre i rischi più grandi deriverebbero, a detta della maggioranza degli intervistati, dal settore obbligazionario. Riguardo ai singoli mercati azionari invece gli investitori istituzionali si dicono positivamente esposti a tutti i maggiori mercati fatta eccezione per i mercati emergenti e le materie prime. Come prendere questi risultati? Molti tendono a seguire pedissequamente i più grandi gestori dando fiducia a chi è del mestiere; personalmente penso che in normali condizioni siano effettivamente i più adatti a valutare le opportunità ma a volte hanno il grosso svantaggio di essere troppo “dentro” al mondo che devono analizzare. Rientrano in quel paradosso che vuole l’oggetto analizzato identificato con il soggetto che analizza, si rischia così di non vedere le cose come stanno; uno sguardo esterno potrebbe anche adottare una cosiddetta strategia “contrarian” e pensare a quei mercati sottovalutati e un po’ bistrattati come le materie prime e i mercati emergenti.

(05.05.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)