Un elefante in una stanza, l'Italia del debito in Europa

Un sagace giornalista del Wall Street journal ha riassunto la situazione economico-finanziaria Europea attraverso una credibile metafora: “se la Grecia è il canarino nella miniera, l’Italia è l’elefante nella stanza”. I nostri cugini ellenici sono in effetti il canarino che canta quando avverte il pericolo di una fuga di gas, sono la prova lampante che l’Europa va cambiata e che, se non si raggiunge un’unità maggiore e migliore, prima o poi ritorneremo al marco, alla lira, ecc… A ben pensarci viene attribuita poi il ritratto di un elefante in una stanza all’Italia ma potrebbe tranquillamente trattarsi della Spagna, della Francia o del Portogallo. E’ stata scelta l’Italia per rappresentare questa situazione in quanto a importanza del livello di debiti, bassa crescita e conseguentemente per i danni che potrebbe provocare se iniziasse a barcollare dentro quella famosa stanza. Si è infatti in questi giorni riacceso il dibattito sull’Europa, questa volta in un clima diverso di maggiore speranza e con il vento dei mercati in poppa; le discussioni sono alimentate dalle trattative politiche tra la Grecia e il vecchio continente, ovvero tra un paese in bilico su se stesso e la Germania. Il pericolo più grande in questo momento, paradossalmente, è la scomparsa graduale dei favorevoli all’uscita dall’Euro ma nel contempo l’avanzare dell’immobilismo Europeo; la storia ci insegna che per procedere in economia come nel progresso in generale ci vuole un grosso sforzo dualistico. Fazioni, idee, ideologie contrapposte che creano confronto e superano l’ostacolo con lo sviluppo di una forma migliore e progredita. Non sappiamo se fra qualche anno ricorderemo questi tempi d’incertezza politica come un momentaneo passaggio verso la stabilità ma quello che i cittadini Italiani devono ricordarsi ora è che tutto può succedere. Soprattutto riguardo gli investimenti finanziari dobbiamo preservarci da tutti gli scenari futuri, i rendimenti obbligazionari attuali dei paesi Europei e l’euforia sui mercati va cavalcata ma tenendo ben presente che al minimo rovesciamento di fronte gli spazi di deprezzamento sono ampissimi.

(16.04.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)