Affidarsi ai media, ecco alcuni casi storici eclatanti

Il miglior consiglio per affrontare i mercati? Come sostiene un recente articolo del “The Atlantic”, è sempre valido, sia che scendano o che salgano: mai investire seguendo i media. Il miglior consiglio per gli investitori è sempre stato troppo noioso per la TV; i media, che devono fare audience e “vendere”, invece di riportare l’investitore alla ragione, spesso comunicano con titoli e immagini ad effetto che cercano di suscitare la curiosità del lettore. In effetti ci fanno notare che non c'è nessun motivo particolare, a parte la curiosità, che dovrebbe indurre gli investitori non professionali a interessarsi dell'andamento del mercato azionario più di una volta o due l'anno. L’evidenza empirica dimostra che è incredibilmente difficile selezionare un singolo titolo o azzeccare il market timing corretto. Questo è precisamente il messaggio che i media finanziari dovrebbero trasmettere in tempi turbolenti, quando i piccoli investitori sono più tentati di farsi travolgere dal panico e vendere oppure cercano di essere chiaroveggenti per azzeccare il timing corretto. Prendiamo ad esempio le copertine dell’Economist nel corso del tempo paragonandole con l’andamento dei mercati finanziari. Nel 2011 a livelli critici per lo spread tra titoli di Stato italiani e titoli tedeschi l’Economist ci avvertiva di stare alla larga dai titoli Italiani sostenendo che il paese era sull’orlo del baratro e non ci sarebbe stata via di fuga. Da allora i titoli di stato Italiani sono stati uno degli investimenti migliori nel panorama mondiale! Il 3 marzo 2011 con Il petrolio a quasi 115 dollari al barile, al contrario, la salita dell'oro nero e il disastroso impatto sull'economia parevano essere l'unica certezza; sappiamo come è andata a finire anche in questo caso. Non meravigliamoci quindi se nel seguire le emozioni della massa, amplificate dal risalto dei mezzi di telecomunicazione, finiremo per “sbagliare” il timing o tipologia di investimento. Ragioniamo sempre con la nostra testa e non con la pancia.

(01.03.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)