Brexit : crisi già rientrata o siamo solo all'inizio?

Gli indici americani hanno fatto registrare nuovi massimi, quelli Europei seppur in misura minore si stanno riprendendo dalle notizie di disgregazione del vecchio continente, la paura sembra avere per il momento lasciato i mercati finanziari. In effetti negli States tutti gli indicatori sono favorevoli a un nuovo inizio di mercato rialzista con molti titoli che da tempo stanno spingendo per intraprendere la strada al rialzo. Dopo il referendum, il nuovo primo ministro Inglese ha aperto decisamente le porte a politiche espansive abbandonando di fatto l’ultima goccia di conservatorismo che permaneva nel paese anglosassone; questo potrebbe ridare una scossa all’Europa che dovrà ormai adeguarsi al contesto politico ed economico internazionale. Rimane sempre il nodo delle banche e soprattutto di quelle Italiane da un lato e Tedesche dall’altro; l’esposizione che fa più paura sembra essere quella in derivati finanziari posseduta da una delle più grandi banche internazionali “made in Germany”. In realtà nessuno sa a fondo quantificare l’esposizione del gigante Tedesco, partiamo dal presupposto infatti che non è tanto importante conoscere l’ammontare totale di derivati sottoscritti ma la loro esposizione netta. I derivati finanziari possono essere assimilati a scommesse, se ad esempio ci fosse una partita di finale di Champions e scommettessimo un milione di euro sulla vittoria della squadra A e un milione sulla vittoria della squadra B, nonostante il mio ammontare di derivati abbia come valore del sottostante due milioni di euro la mia esposizione netta è nulla. Non sono aspetti facili da soppesare e penso che vi siano poche persone al mondo che abbiano effettivamente calcolato il pericolo reale in capo alla banca tedesca, molti però hanno aderito all’ondata speculativa in corso anche per beneficiare da attività di trading al ribasso. E’ un mondo dove ormai queste tecniche speculative sono all’ordine del giorno e si dovrebbe pensare a delle manovre per tenerle sotto controllo in quanto violano di fatto le leggi dell’economia e della finanza d’impresa abbassandosi al livello di speculazione senza senso.

(19.07.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)